Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Riccione (RN) in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza del Tar Emilia Romagna che aveva respinto la richiesta di prorogare di 6 mesi i tempi per la delocalizzazione.

Si legge: “Ritenuto che non sussistano i presupposti per accogliere l’appello cautelare, atteso che non appare ravvisabile il necessario fumus boni iuris del gravame in considerazione delle ragioni ostative alla delocalizzazione della sala giochi bene evidenziate dal Comune; ritenuto che le spese di giudizio della presente fase cautelare seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’appello cautelare.

Condanna l’appellante alla rifusione delle spese della presente fase cautelare nei confronti del comune di Riccione, che si liquidano nella somma complessiva pari ad euro 1500, oltre ad oneri di legge”.