Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Prima) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Ravenna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a) dell’Atto prot. n. 182258/2020 del 14/10/2020 del Comune di Ravenna, di “chiusura dell’esercizio del negozio di gioco, sito in Ravenna (RA) (…)”; b) della Delibera del Consiglio Comunale di Ravenna n. 37/2018 attuativa della Deliberazione della Giunta Regionale 12/06/2017, n. 831 recante: “modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo. Mappatura dei luoghi sensibili” e la mappatura con essa approvata, nella parte in cui inserisce tra i luoghi sensibili l’Istituto di Formazione “Formart” (…).

Si legge: “Ritenuto, ad un primo esame della causa, che il provvedimento del Comune di Ravenna di chiusura dei locali sala gioco della ricorrente ubicati in Ravenna sia immune dai vizi di legittimità segnalati nell’atto introduttivo del giudizio, tenuto conto sia della espressa volontà della società di delocalizzare l’attività svolta nei predetti locali trasferendola in comune di Forlì, sia del fatto che il provvedimento impugnato sia stato adottato in data di gran lunga successiva alla scadenza dei due periodi semestrali di proroga delle operazioni di delocalizzazione richiesti e di fatto fruiti dalla società ricorrente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia – Romagna, Bologna (Sezione Prima), respinge l’istanza cautelare presentata dalla società ricorrente. Condanna la stessa, quale parte soccombente nella presente fase cautelare, al pagamento, in favore di comune di Ravenna delle spese relative a tale fase processuale, che si liquidano per l’importo onnicomprensivo di €. 1.500,00 (Euro millecinquecento/00) oltre accessori di legge”.