Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Comune di Bolzano e Provincia autonoma di Bolzano in cui si chiedeva la riforma della sentenza del T.R.G.A. – SEZIONE AUTONOMA DI BOLZANO, n. 211/2019, resa tra le parti e concernente:

«Annullamento, previa concessione di una misura cautelare, 1. del provvedimento n. 176/2018 del Comune di Bolzano, notificato in data 23.11.2018, avente ad oggetto “accertamento della decadenza dell’autorizzazione alla raccolta di gioco con apparecchi VLT-Videoterminali con mescita di bevande alcoliche e superalcoliche come attività accessoria, nell’esercizio “SALA DEDICATA”, con sede in Bolzano (…) e rigetto dell’istanza di ripristino della licenza […]; della deliberazione della Giunta Provinciale n. 505 del 29.05.2018, avente ad oggetto “determinazione delle strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private operanti nell’accoglienza, assistenza e consulenza che sono ai sensi delle legge provinciali n. 13/1992 e n. 58/1988 ‘luoghi sensibili’” […];

Per il Consiglio di Stato: “Ritenuta, ad una delibazione sommaria delle questioni devolute in appello, propria della presente fase cautelare, l’insussistenza di consistenti elementi di fumus boni iuris alla luce del consolidato quadro giurisprudenziale, costituzionale e amministrativo, in tema di legittimità dei distanziometri dai siti sensibili previsti dalla legislazione regionale e delle province autonome, quale ricostruito nell’impugnata sentenza;

Ritenuta altresì, sulla base di una bilanciamento degli interessi in conflitto, la prevalenza dell’esigenza di protezione delle fasce deboli dal rischio della ludopatia (nel caso di specie, la sede della Comunita Comprensionale correttamente è stata qualificata sito sensibile, trattandosi – alla luce delle risultanze istruttorie documentali – di struttura aperta al pubblico per la consulenza e l’accesso amministrativo diretto ai servizi e alle prestazioni socio-assistenziali e socio-pedagogiche erogati dall’ente), rispetto a interessi di pretta natura economica;

Ritenuti i presupposti di legge per dichiarare le spese della presente fase cautelare interamente compensate tra le parti;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) respinge l’istanza cautelare (Ricorso numero: 1330/2020); dichiara le spese della presente fase cautelare interamente compensate tra le parti”.