Il Tar Emili Romagna ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Bologna in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera del Consiglio comunale avente ad oggetto l’approvazione del regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito, (sub allegato A), nonché della mappatura (sub allegato B) e dell’elenco dei luoghi sensibili presenti sul territorio comunale (sub allegato C), atto che pure s’impugna, nella parte in cui impone alla ricorrente di provvedere alla chiusura ovvero alla delocalizzazione della sua sala giochi entro 6 mesi decorrenti dal 06.02.2019, in quanto ubicata ad una distanza inferiore a 500 metri da una palestra; la DGRER n. 831 del 12.06.2017 e del suo allegato, recante Modalità applicative del divieto alle sale gioco e sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito; la DGRER n. 68 del 21.01.2019, avente ad oggetto Modalità applicative del divieto di esercizio dei punti di raccolta delle scommesse (cd. Corner) ai sensi dell’art. 6, comma 2bis della l.r. n. 5/2013 e ulteriori integrazioni alla delibera di giunta regionale n. 831 del 2017; del provvedimento di chiusura della sala che dovesse medio tempore essere adottato nei confronti della ricorrente, come da comunicazione di avvio del procedimento notificata in data 20.08.2019, che pure si impugna, nella parte in cui reitera l’ordine di chiusura entro 6 mesi decorrenti dal 06.02.2019. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS-. il 19\6\2020: per l’annullamento, dell’ordinanza dell’8 aprile 2020 con la quale il Comune di Bologna ha ordinato alla società ricorrente la chiusura immediata della sala scommesse/sala giochi ubicata in -OMISSIS-/C/D/E/F.

Si legge nell’ordinanza del Tar: “Ritenuto ad una prima delibazione, che gli atti e i provvedimenti impugnati con ricorso principale e motivi aggiunti siano immuni dai vizi di legittimità segnalati in ricorso, tenuto conto della oggettiva consistenza della motivazione degli stessi, soprattutto in ordine al mancato rispetto della distanza minima dei locali in cui si svolge l’attività della ricorrente da un luogo “sensibile”, come tale individuato dalla normativa regionale e comunale di riferimento. Sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese relative alla presente fase processuale.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Bologna (Sezione Prima), Respinge l’istanza cautelare presentata dalla ricorrente. Spese compensate”.