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(Jamma) Il denaro contenuto all’interno di videopoker rinvenuti nel locale seminterrato, adeguatamente nascosto alla vista, di una sala giochi sono una prova del fatto che le stesse venivano utilizzate per il gioco d’azzardo.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un esercente condannato per gioco d’azzardo per aver detenuto apparecchi che “non apparivano conformi alle vigenti disposizioni normative, non rispondendo ai requisiti tecnici del decreto dirigenziale dell’A.A.M.S. del 20.1.2004, e rientravano tra quelle che avrebbero dovuto essere distrutte entro il 31.5.2004”.

Per i giudici va confermata la tesi della Corte territoriale che ha osservato che l’utilizzo dei macchinari, per fini di lucro, “doveva ritenersi in concreto dimostrato, senza necessità di ricorrere ad una perizia, in considerazione dell’avvenuto rinvenimento di somme di denaro in tutti gli apparecchi funzionanti, laddove non poteva ,riconoscersi consistenza alla tesi difensiva secondo cui il denaro, 445 euro, sarebbe stato custodito negli apparecchi a mo’ di salvadanaio, nonostante il protratto mancato utilizzo dei medesimi apparecchi”.

 

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