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(Jamma) Oggi è una giornata di piena euforia per i tanti politici che hanno scelto di schierarsi contro il gioco d’azzardo, spesso senza chiedersi se davvero ( e soprattutto come) le restrizioni alle slot ( perché di questo si tratta) servano davvero a scongiurare i rischi legati alla pratica del gioco d’azzardo.

L’intesa sul riordino del sistema gioco raggiunta in Conferenza Unificata ( e che si attende verrà concretizzata in un decreto del Ministero delle Finanze) ha accontentato tutto il mondo politico (maggioranza e opposizione) come forse nessun altro provvedimento sarebbe stato in grado di fare. Contenti gli esponenti della maggioranza perché avranno di che vantarsi da qui alle prossime settimane in vista dell’inizio della campagna elettorale, contenti quelli dell’opposizione perché, diciamocela tutta, hanno ricattato il governo : o così o niente.

Un clima di euforia ha pervaso anche la stampa nazionale, tanto che oggi è stato pubblicato praticamente di tutto. Per qualcuno saremo di fronte ad una esplosione di mini-casinò, per altri chiederanno almeno la metà e per tutti, ma proprio tutti, Ragioni e Comuni sono da oggi legittimati a mettere tutti i paletti che vorranno.

Praticamente il caos. Ma chi davvero avrà il suo bel da fare sono i Comuni. Come nel caso di Castel San Giovanni, Piacenza, dove sono oltre una trentina gli esercizi commerciali che saranno interessati dallo stop imposto dalla Regione Emilia Romagna a slot, sale gioco e sale scommesse che si trovano a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole e oratori.

La nuova normativa impone lo spostamento o la chiusura per sale gioco e scommesse, mentre i bar tabaccheria una volta scaduta la concessione per le slot non potranno rinnovarla e non potranno stipularne di nuove. “La regolamentazione imposta dalla Regione è confusa” denuncia l’assessore allo sviluppo economico Giovanni Cattanei. E va precisato che da oggi, alla luce della intesa tanto agognata, non si potrà aspettare che le cose migliorino. “La norma per giunta è anche retroattiva e pone i Comuni in una posizione molto delicata”. Da un lato c’è la necessità di arginare la ludopatia e dall’altro quello di tutelare gli interessi di bar e attività commerciali che, in alcuni casi, con gli incassi delle slot riescono ad ottenere margini di ricavo sufficienti per tirare avanti . “Non è inusuale – dice Cattanei- che presso gli uffici si presentino persone interessate a rilevare licenze a patto che sia inclusa la possibilità di tenere slot machine”. “Una regolamentazione di questa materia è senz’altro necessaria , d’altro canto occorrono regole certe , non confuse come quelle che la regione vuole imporre, con anche il rischio di andare in conflitto con la normativa nazionale con provvedimenti che a mio avviso sono troppo drastici”. L’assessore annuncia nelle prossime settimane l’intenzione di voler organizzare un incontro tra i pubblici esercizi interessati al provvedimento e le associazioni di categoria. E sì, perché sebbene il sottosegretario Baretta abbia rassicurato il settore circa la salvaguardia degli investimenti, per qualcuno potrebbe essere non proprio una passeggiata di salute.

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