Il 9 aprile 2020, Hendrik Streeck, a capo della cattedra di virologia presso l’ospedale universitario di Bonn, ha presentato i risultati provvisori della sua ricerca condotta tra i primi contagiati di quello che è stato definito il primo focolaio Covid-19 in Germania, il distretto di Heinsberg nel Nord Reno-Westfalia.

Basato sui test di anticorpi su 500 persone, il report dimostrerebbe che il 15% di loro aveva gli anticorpi contro il nuovo virus Corona. I risultati hanno mostrato che il primo allentamento dei blocchi dei contatto e le severe restrizioni alla vita pubblica in Germania potrebbe essere avviato garantendo misure igieniche, come ha spiegato Streeck nel corso di una conferenza stampa a Düsseldorf. Il progetto di ricerca è stato finanziato dal governo dello stato del Nord Reno-Westfalia e proprio questo non ha mancato di suscitare molte perplessità. Almeno quante il contenuto delle conclusioni laddove mette in dubbio l’efficacia del blocco di bar e esercizi commerciali come strumento di contenimento della diffusione dell’epidemia.

“Non vi è alcun rischio significativo di contrarre la malattia quando si fa shopping. I gravi focolai di infezione sono sempre stati causati dal fatto che le persone erano state vicine per un periodo di tempo più lungo, ad esempio nel corso di feste”. Non a caso si pensa che il contagio nella cittadina sia avvenuto nel corso dei festeggiamenti di Carnevale. Inoltre, il professore non è riuscito a trovare alcuna prova di virus «viventi» sulle superfici . “Quando abbiamo prelevato campioni dalle maniglie delle porte, telefoni o servizi igienici, non è stato possibile coltivare il virus in laboratorio sulla base di questi tamponi …”. Ricordiamo che, secondo quanto riportato dagli Istituti per la salute Cdc e Nih, il virus può sopravvivere 24 ore su carta, tre ore in aerosol e fino a tre giorni su plastica e acciaio inossidabile. Ma il fatto che questi studi fossero stati condotti in laboratorio ha frenato l’ipotesi che potessero essere traslati nel mondo “reale”.

La scoperta di Streek è tra quelle su cui sta lavorando lo stato del Nord Reno-Westfalia e si allaccia direttamente alla valutazione dei lockdown e delle chiusure totali delle attività commerciali. Tant’è vero che è in programma un nuovo studio, eseguito su un campione di 1.000 persone con l’obiettivo di capire ulteriormente le vie di diffusione del virus sempre all’interno della città di Heinsberg. I risultati ottenuti tracceranno il quadro per le strategie da seguire in modo da uscire dai blocchi nazionali. Per prendere effettivamente il virus – spiega il professore – “sarebbe necessario che qualcuno tossisse nella sua mano, toccasse immediatamente una maniglia della porta e poi subito dopo un’altra persona afferrasse la maniglia e continuasse a toccarsi il viso”. Per l’uomo è dunque improbabile, dice il ricercatore, la trasmissione attraverso il contatto con le superfici contaminate.