“Le infiltrazioni delle mafie aumenteranno in relazione alla crisi economica provocata dalla pandemia”. Così Giuseppe Creazzo, procuratore del tribunale di Firenze, durante la presentazione del quarto rapporto annuale sulla criminalità organizzata e la corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su incarico della Regione Toscana.

“Chi oggi dispone di liquidità immense come la criminalità organizzata cerca di approfittare della crisi per trarre massimo profitto. Le acquisizione di beni e imprese di pregio a prezzi bassi, data la profonda crisi che colpisce molti imprenditori è già in corso, come sono in atto tutte le possibili attività di contrasto da parte della polizia giudiziaria. Mai abbassare la guardia, il livello di attenzione deve essere massimo”, perché la Toscana è un territorio ricco, che fa gola e che sta diventando terreno fertile anche per le nuove criminalità, che “coesistono con il traffico di stupefacenti e di essere umani, con il gioco d’azzardo e con il caporalato. Con la valuta virtuale, i bitcoin, i finanzieri e tecnici informatici che lavorano per le mafie sono già avanti: gran parte del riciclaggio passa attraverso questi canali e noi su questo siamo abbastanza in ritardo”. E cita le parole di un criminale: “Io non ho bisogno di uno che spara, ma di uno che clicchi”.

“L’imprenditore che investe in Toscana con soldi provenienti dal traffico di stupefacenti, dal gioco d’azzardo, è un imprenditore mafioso”, spiega il procuratore. Dal canto suo assicura che “sono in atto tutte le possibili attività di contrasto da parte della polizia giudiziaria”.

Infine: “Prato è maglia nera in Italia per il gioco d’azzardo: la provincia stacca di quasi il doppio la seconda in classifica, Teramo”.