“L’Arjel dispone della totalità dei dati raccolti dagli operatori, questo significa che ogni volta che un giocatore fa una transazione o una scommessa tutti questi dati devono essere trasmetti dagli operatori all’Arjel”. E’ quanto premette  Jean Michel Costes, Secrétaire Général de l’Observatoire des jeux , oggi a Roma in occasione di un convegno sul gioco d’azzardo che si tiene presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità. “C’è un aumento costante del gioco online dal 2010. Le scommesse sportive, in crescita costante, rappresentano il 35% del gioco online. Per quel che riguarda il gioco d’azzardo online il 4,5/6% della popolazione nel corso dell’ultimo anno ha giocato su internet. Il profilo varia in larga misura rispetto al gioco d’azzardo su qualunque tipo di supporto. L’online riguarda soprattutto maschi, giovani e di categorie socio professionali e socio culturali piu elevate rispetto alla media dei francesi e di chi gioca su supporti tradizionali. I francesi su internet giocano soprattutto alle lotterie. C’è stata una legge del 2010 con cui l’apertura di una offerta legale è riuscita ad inaridire parzialmente l’offerta illegale, ma restano comunque dei problemi. Circa un quarto dei giocatori online sono problematici. Sul gioco online il rischio individuale è identico a quello sui supporti tradizionali”.

“Parlando di dipendenza gli uomini sono più a rischio delle donne, i giovani più degli anziani, e gli ambienti precari sono quelli più pericolosi. Nelle slot il rischio è più elevato rispetto al gioco delle lotterie. Dal 2012 al 2017 si è visto che il profilo dei giocatori stava evolvendo, una popolazione sempre più maschile e attiva, la caratteristica di ambienti sociali più elevati si è accentuata. Sono aumentate le scommesse sportive e quelle non regolamentate. Per i giocatori online l’attività in rete diventa predominante. Sono aumentati i giocatori problematici, il gioco a rischio moderato non è aumentato, mentre è crescito quello eccessivo” , aggiunge Costes .

“PayToWin sono giochi sociali molto utilizzati, inizialmente gratuiti, che permettono di progredire nel gioco spendendo. Rispetto ai giochi d’azzardo vengono utilizzati soprattutto dalla popolazione giovane e femminile. Il 43,7% di chi gioca con il PayToWin ha giocato anche d’azzardo. La nostra strategia, Francia, non è più efficace, questo perchè il nostro sistema di regolamentazione si basa soprattutto sulla buona volontà degli operatori. I punti deboli riguardano anche le strategie sull’informazione, che è efficace ma dubbiosa. Come migliorare il nostro sistema? Serve una forte regolamentazione e una limitazione importante, anche se difficile, della pubblicità del gioco online. Bisogna passare da una regolamentazione basata sull’obbligo di mezzi ad un obbligo di risultati. Sul gioco online abbiamo lo strumento perfetto per questo: i big data. Servono dispositivi nuovi di prevenzione del gioco problematico. Si può cercare di individuare i giocatori eccessivi o patologici e offrire loro assistenza” conclude Costes.