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(Jamma) – “Da quando il legislatore ha iniziato ad occuparsi di giochi e scommesse, nel 1965, c’è stato un surplus di legge difficilmente interpretabile. Non esiste una pregiudiziale nei confronti di giochi d’azzardo in quanto tali. Per esigenze erariali l’area di gioco legale si è ampliata. L’autorità amministrativa locale ha parlato di gioco con la liberalizzazione delle attività commerciali. La Corte Costituzionale nel 2014 dice: limito raccolta di gioco non in tutela dell’ordine pubblico, ma per tutela della salute e quiete pubblica”.

Queste le parole di Mario Spagnuolo, Procuratore della Repubblica di Cosenza, in occasione del Convegno organizzato dalla Questura di Cosenza sul tema: “Ludopatia: Prevenzione e Sicurezza Sociale”. “Abbiamo una definizione normativa della ludopatia, con il decreto Balduzzi che la inserisce nei livelli essenziali di assistenza, ma non ha nessuna rilevanza a livello penale. Attualmente il gioco italiano viene spesso veicolato da società che hanno sede a Malta, Panama e Gibilterra. Abbiamo fatto un tavolo con i Monopoli di Stato. A Cosenza abbiamo un numero elevato di sale gioco concentrate in pochi soggetti, ci stiamo lavorando. Nelle scommesse online, non abbiamo più intermediazione del soggetto fisico, di fronte a questo alziamo le mani. Le nostre capacità d’intervento sono limitate. Auspico che prima o poi qualcuno regolamenti anche il web”, ha concluso Spagnuolo.

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