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(Jamma) – “Il gioco può avere una componente positiva. Azzardo viene dall’arabo “dado”, mettere a rischio qualcosa di valore nella speranza di guadagnare qualcosa di un valore superiore. Dal gioco sociale si passa dal gioco problematico, al gioco patologico. Su una popolazione di 60 milioni di circa si è chiesto chi negli ultimi 12 mesi nella fascia d’età tra i 18 e i 64 anni ha giocato d’azzardo: la stima è del 50%.

L’ambito patologico riguarda tra il 0,5 al 2,2% della popolazione italiana. Non si tratta ovviamente di giocatori patologici. Circa 800 famiglie convivono almeno con un giocatore d’azzardo patologico. Dal 2013 questa patologia viene classificata all’interno delle dipendenze. Di solito a questa dipendenza ne sono collegate altre”.

Le parole di Marco Luna, Medico Capo presso il Centro di Neurologia e Psicologia Medica della Polizia di Stato in occasione del Convegno organizzato dalla Questura di Cosenza sul tema: “Ludopatia: Prevenzione e Sicurezza Sociale”.

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