“Stiamo parlando di un settore importante, con una dimensione importante. Ci sono 10mila addetti diretti, se consideriamo anche le imprese che agiscono nella filiera indiretta i numeri arrivano a 100mila. Il settore è cambiato, ha un peso sul Pil, produce effetti positivi, va gestito in modo oculato. Bisogna verificare le condizioni di sostenibilità economica dei Concessionari, intervenire per contrastare il gioco illegale e lavorare sulla fiscalità per garantire la sostenibilità”. 

E’ quanto dichiarato da Maria Letizia D’Autilia (Ricercatrice Istat) intervenendo al convegno di studi sul “Gioco pubblico e contesti sociali tra strategie resilienti e senso di responsabilità” nell’Aula delle Lauree “Gabriele De Rosa” dell’Università degli Studi di Salerno.

E’ quindi intervenuta Ornella De Rosa (Università degli Studi di Salerno): “In una ricerca abbiamo intervistato il 4% della popolazione della Campania, chiedendo quale è il gioco che utilizzano di più. La maggior parte delle preferenze vanno al gioco fisico. Oltre il 60% al Gratta e Vinci. Possiamo dire che è una tipologia di gioco ‘passiva’, che consiste nella consegna e riconsegna del tagliando al tabaccaio. La cosa interessante è che le scommesse arrivano solo al 24%. Quello di cui dobbiamo però tenere conto è che oggi c’è una nuova ‘razza’, i nativi digitali. Non è poi così raro che i minori possano gestire delle carte di credito con cui fanno acquisti e questo a volte può diventare un problema. Il gioco come altre attività non è negativo, lo sono l’abuso e l’incuria”. E ancora: “Il Governo non deve demonizzare i Concessionari come fece negli anni ’70, per esempio, con il vino”.

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