Le pendenze complessive al 30 giugno 2022 si attestano a poco meno di 268 mila unità, con una riduzione su base annua del 10%; il dato congiunturale del trimestre precedente registra invece una lieve ripresa dell’arretrato (+2,24%). I ricorsi pervenuti nel secondo trimestre mostrano un aumento tendenziale del 39%, mentre le definizioni sono diminuite del 15%. Si consolida l’utilizzo della redazione digitale delle sentenze, che si attesta al 79% dei provvedimenti depositati

“Prosegue lo smaltimento delle controversie pendenti che, alla data del 30 giugno 2022, si attestano a 267.804 fascicoli, con una diminuzione tendenziale del 10% su base annua. Il dato congiunturale con il trimestre precedente evidenzia una lieve ripresa delle pendenze (+2,24%), maggiormente rilevante nel primo grado di giudizio (+6,8%), causata dal deposito di un numero di nuovi ricorsi superiore al numero delle definizioni”. E’ quanto comunica il Mef nel “Rapporto trimestrale sul contenzioso tributario aprile-giugno 2022”.

“Le nuove controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio nel secondo trimestre 2022, pari a 51.900, risultano in aumento del 38,6% rispetto all’analogo periodo del 2021; tale incremento è correlato alla ripresa delle attività di accertamento e riscossione dei tributi da parte degli enti della fiscalità. Le controversie definite, pari a 46.023, registrano una diminuzione tendenziale del 14,7%.

In dettaglio, i ricorsi presentati presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP) sono stati pari a 41.047, in aumento tendenziale del 60,6%, mentre le definizioni, pari a 31.464, hanno registrato una diminuzione del 17,0%. Nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli pervenuti nel medesimo periodo risultano pari a 10.853 unità, inferiori dell’8,6% rispetto al precedente anno; le definizioni, che si attestano a 14.559 provvedimenti, sono diminuite del 9,5%.

Nelle CTP – prosegue il Mef – la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore si è attestata al 51,2%, per un valore complessivo di 2.099,88 milioni di euro, mentre quella dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata del 26,3%, per un valore di 678,04 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata del 10,5%, per un valore complessivo di 464,08 milioni di euro.

Nelle CTR la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata del 53,2%, per un valore complessivo di 1.342,02 milioni di euro, mentre quella dei giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata del 28,9%, per un valore complessivo di 603,78 milioni di euro. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano l’8,8%, per un valore complessivo di 706,05 milioni di euro.

Continua l’aumento dei depositi dei provvedimenti digitali da parte dei giudici tributari che raggiunge circa il 79% del totale dei provvedimenti depositati”.

In merito ai ricorsi pervenuti, il confronto “con il secondo trimestre del 2021 mostra una netta ripresa del nuovocontenzioso verso l’AE Riscossione (+836,36%), l’Agenzia delle Entrate (+121,61%) e gli Altri Enti (+57,99%), mentre si registra una contrazione del nuovo contenzioso verso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (-24,79%) e gli Enti Territoriali (-1,77%)”.

Inoltre: “Nel trimestre in esame, il contenzioso di valore inferiore a 50.000 euro si attesta su livelli nettamente superiori sia rispetto al secondo trimestre del 2021 (+58,02%, pari a +12.681 ricorsi), sia rispetto al livello del 2020 (+57,53%, pari a +12.613 ricorsi). La distribuzione delle nuove liti per Ente impositore evidenzia, rispetto al 2021, una forte ripresa del contenzioso verso l’AE-Riscossione (+833,57%, pari a +8.344 ricorsi), e verso l’Agenzia delle Entrate (+199,70%, pari a +5.248 ricorsi) e, seppur meno marcatamente, verso la categoria Altri Enti (+40,12%, pari a +1.147 ricorsi). Come già evidenziato i forti incrementi dei nuovi contenziosi che interessano l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’Agenzia delle Entrate sono frutto della ripresa dell’attività di riscossione e di controllo da parte di detti soggetti della fiscalità. Scendono, invece, delle controversie nei confronti degli Enti Territoriali (-12,77%, pari a -1.909 ricorsi) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (-35,31%, pari a -149 ricorsi)“.

Nel secondo trimestre 2022, in riferimento agli esiti dei ricorsi decisi, gli Enti impositori che “registrano la percentuale più alta di esiti completamente favorevoli risultano essere: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con il 67,44%, il cui valore economico, pari a
172,43 mln, costituisce l’88,48% del valore complessivo delle controversie definite in cui è parte lo stesso Ente; l’Agenzia delle Entrate con il 54,70%, il cui valore economico, pari a 1.336,08 mln, costituisce il 54,54% del valore complessivo delle controversie definite in cui è parte lo stesso Ente (…)”.

In merito agli appelli definiti, sempre con riferimento al secono trimestre 2022, le “maggiori percentuali di successo per gli Enti impositori si registrano negli appelli che vedono coinvolti: l’Agenzia Dogane e Monopoli con il 64,43%, il cui valore economico è di 69,95 mln di euro, pari al 43,65% del valore complessivo degli appelli attivati contro lo stesso Ente; l’AE-Riscossione con il 62,18%, il cui valore economico è di 160,18 mln di euro, pari al 70,92% del valore complessivo degli appelli attivati contro lo stesso Ente”.

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