“Prosegue anche nell’anno 2019 il trend in diminuzione delle liti tributarie pendenti che si sono ridotte del 10,5% rispetto all’anno 2018 (335.262 controversie pendenti al 31 dicembre 2019). Al risultato contribuisce la riduzione delle liti complessivamente pervenute alle Commissioni tributarie pari al 10,2% rispetto all’anno precedente. In particolare, si registra un calo del 7,3% dei ricorsi presentati nel primo grado di giudizio e del 17,9% degli appelli presentati nel secondo grado di giudizio”. Lo comunica in una nota il Mef.

“L’indice di vittoria relativo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è pari al 72,2% (su 2000 pronunce divenute definitive 1444 sono risultate favorevoli in tutto o in parte ad Adm). Questo considera le decisioni totalmente favorevoli e quelle parzialmente favorevoli all’Agenzia rapportate alle sentenze emanate dalle Commissioni tributarie provinciali e regionali, passate in giudicato nell’anno 2019 e della Corte di Cassazione. La modalità di calcolo adottata dall’Agenzia prevede che le decisioni attinenti allo stesso oggetto ed alla stessa questione in materia di dogane ed accise siano conteggiate come unica decisione. Nel dettaglio, tra le percentuali di conferma dell’esito di primo grado a favore dell’ufficio superiori al valore medio (61,25%), si segnalano le controversie riguardanti l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (71,32%). Inoltre le percentuali di ribaltamento dell’esito a favore dell’ufficio superiori al valore medio (33,57%), emergono nelle controversie relative all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (35,05%)”.

“Anche le controversie definite, pari a 228.247, registrano una diminuzione complessiva del 9,8% rispetto al 2018; in particolare la riduzione è pari al 10,3% nel primo grado e dell’8,5% nel secondo grado. Il valore complessivo delle controversie pendenti ammonta a circa 40,6 miliardi di euro; il 65,5% di esse (pari a 219.489 unità) è in giacenza da meno di 2 anni, il 28,4% (pari a 95.313 unità) è in giacenza in un periodo compreso tra 2 e 5 anni e solo il 6,1% (pari a 20.460 unità) è in giacenza da più di 5 anni.

Il valore complessivo delle controversie presentate nel 2019 è pari a 22,8 miliardi di euro e il valore medio della singola controversia tributaria è pari a circa 121 mila euro. Il raffronto con l’anno 2018 registra una riduzione percentuale del valore pari al 5,5% (- 1,3 miliardi di euro). L’82,6% del totale dei ricorsi pervenuti alle CTP ha ad oggetto controversie di valore inferiore o uguale a 50.000 euro (per un totale di circa 827 milioni di euro), mentre solo l’1,4% dei ricorsi riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 8,7 miliardi di euro). Il 67,3% degli appelli pervenuti alle CTR ha ad oggetto controversie con valore inferiore o uguale a 50.000 euro (per un totale di circa 350 milioni di euro), mentre il 2,6% degli appelli totali riguarda controversie di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di 7,0 miliardi di euro).

Il valore complessivo delle controversie definite nel 2019 è di circa 24,7 miliardi di euro, mentre il valore medio della singola controversia decisa è pari a circa 108 mila euro. Nel primo grado di giudizio, l’83,7% dei ricorsi definiti riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 50 mila euro (per un totale di circa 968 milioni di euro), mentre solo l’1,3% riguarda ricorsi di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di circa 9,0 miliardi di euro). Per quanto attiene gli appelli definiti, il 70,2% del totale delle decisioni riguarda appelli di valore inferiore o uguale a 50 mila euro (per un totale di circa 445 milioni di euro), mentre il 2,5% riguarda appelli di valore superiore a 1 milione di euro (per un totale di circa 7,6 miliardi di euro).

Sia in primo che in secondo grado, gli esiti completamente favorevoli all’ente impositore sono maggiori rispetto agli esiti completamente favorevoli al contribuente e risultano rispettivamente il 46,8% nel primo grado di giudizio ed il 46,1% nel secondo grado di giudizio; gli esiti completamente favorevoli al contribuente risultano rispettivamente pari al 28,7% in primo grado e al 34,1% in secondo grado. Il giudizio intermedio si attesta all’11,5% in primo grado ed all’8,3% in secondo grado.

Nel 2019, la durata media del processo tributario nel primo grado di giudizio è di 608 giorni (pari a 1 anno e 8 mesi), con un miglioramento di 81 giorni rispetto al 2018 e di 150 giorni rispetto al 2017; nel secondo grado di giudizio essa si attesta a 906 giorni (pari a 2 anni e 6 mesi), con un peggioramento di 50 giorni rispetto al 2018 e di 134 giorni rispetto al 2017. Nel 2019, sono stati effettuati complessivamente 1.464.833 depositi di atti e documenti digitali su un totale di 1.887.746 depositi, pari al 77,6%. In dettaglio, sono stati effettuati 1.124.337 depositi telematici nelle CTP (59.625 ricorsi, pari al 41,9% del totale, e 1.064.712 controdeduzioni ed altri atti, pari all’80,2% del totale) e 340.496 depositi telematici nelle CTR (28.070 appelli, pari al 59,9% del totale e 312.426 controdeduzioni ed altri atti, pari all’84,2% del totale)”.