Resta confermata la sospensione dell’attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò prevista fino al 5 marzo prossimo come misura di contrasto all’epidemia da Covid-19, ma vengono ridotti i termini processuali, con fissazione della camera di consiglio al 10 febbraio. Lo ha deciso il Tar del Lazio tramite tredici decreti cautelari monocratici su altrettanti ricorsi proposti da esercenti di tutt’Italia contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Ministero della Salute per contestare i provvedimenti di chiusura previsti con i Dpcm finora adottati.

Con i ricorsi si chiedeva “l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: a) dell’art. 1, comma 10, lett. l), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 3.12.2020, a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”; l’art. 1, comma 9, lett. l) del DPCM 3.11.2020, di identico tenore; dell’art. 1, comma 9, lett. l) del DPCM 24.10.2020, che ha previsto la sospensione delle sole “attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò”; la Circolare n. 41/2020, pubblicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in data 26.10.2020 ricognitiva delle misure adottate dal Governo in data 24.10.2020; tutti gli atti ad essi presupposti, connessi, coordinati e/o conseguenti, ivi compresi i verbali del Comitato Tecnico-Scientifico n. 133 del 3 dicembre 2020, nn. 122 e 123 delle sedute del 31 ottobre e del 3 novembre 2020, nn. 119 e 121 delle sedute del 18 e 24 ottobre 2020;

b) condannare le Amministrazioni resistenti al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla ricorrente a causa dei suindicati provvedimenti, che ci si riserva di precisare dettagliatamente in corso di giudizio;

c) con ogni ulteriore pronuncia, anche in ordine alle spese e ai compensi di lite.

Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 26\1\2021:

– dell’art. 1, comma 10, lett. l), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 3.12.2020, a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”;

– dell’art. 1, comma 9, lett. l) del DPCM 3.11.2020, di identico tenore;

– dell’art. 1, comma 9, lett. l) del DPCM 24.10.2020, che ha previsto la sospensione delle sole “attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò”;

– della Circolare n. 41/2020, pubblicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in data 26.10.2020 ricognitiva delle misure adottate dal Governo in data 24.10.2020;

– di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi, coordinati e/o conseguenti, ancorchè non conosciuti, ivi compresi i verbali del Comitato Tecnico-Scientifico n. 133 del 3 dicembre 2020, nn. 122 e 123 delle sedute del 31 ottobre e del 3 novembre 2020, nn. 119 e 121 delle sedute del 18 e 24 ottobre 2020;

nonché per la condanna al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla ricorrente a causa dei suindicati provvedimenti, che ci si riserva di precisare in corso di giudizio; ed ora anche per l’annullamento, previa adozione di misure cautelari monocratiche,

– dell’art. 1, comma 10, lett. l), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14.1.2021, le cui disposizioni risultano efficaci dal 16 gennaio al 5 marzo 2021 “in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020”, a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”;

– di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi e consequenziali, ancorchè non conosciuti, ivi compreso il verbale del Comitato Tecnico-Scientifico n. 144 della seduta del 12.01.2021″.

Si legge nei vari decreti: “Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; viste le istanze di misure cautelari monocratiche, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm., e di abbreviazione dei termini processuali, ai sensi dell’art. 53 cod. proc. amm., per consentire la trattazione dell’istanza cautelare nella camera di consiglio del 10 febbraio 2021, depositate nel contesto dei motivi aggiunti il 26 gennaio 2021; considerato che, nella specie, non sussistono le condizioni per l’accoglimento della richiesta cautelare monocratica, ma che ricorrono i motivi d’urgenza per disporre l’abbreviazione dei termini ex art. 53 c.p.a., al fine di consentire la trattazione collegiale dell’istanza cautelare nella camera di consiglio innanzi indicata;

P.Q.M.

– rigetta la richiesta cautelare monocratica;

accoglie la richiesta di dimidiazione dei termini processuali e, per l’effetto, fissa la camera di consiglio del 10 febbraio 2021 per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare“.