Chiuso perchè il virus contagia solo dalle 18 alle 6″. Questo il cartello, a metà tra l’ironia e la polemica, postato sulla pagina social del New Haeven Door, pub di Seregno che, in seguito all’ordinanza emanata nella serata di domenica da Regione Lombardia con le misure per il contenimento del contagio da Coronavirus, è stato costretto alla chiusura almeno fino a domenica 1 marzo.

“Cari amici, vi prego di condividere il più possibile il mio post. A quanto pare al mattino per bere un cappuccino a pranzo non ci sono rischi…la sera per una birra è la morte!
Vi chiediamo la massima comprensione e una grossa mano quando riapriremo, per poterci permettere di pagare tutte le scadenze che comunque non ci hanno sospeso!
Grazie alla Regione Lombardia, Comune di Seregno, Stato Italiano, noi i sacrifici li facciamo…voi invece ci fate solo ridere “, si legge in un post della titolare del bar.

“I nostri orari di lavoro vanno dalle 19.30 alla 1 in settimana e nel weekend la chiusura è posticipata alle 3. Praticamente noi per una settimana siamo costretti a restare totalmente chiusi” spiega Lisa Garavini, titolare del pub. “Non si riesce a capire il motivo per cui un pub debba restare chiuso mentre un ristorante può lavorare” aggiunge “Qui da noi nelle sere in settimana se entrano venti persone è già tanto mentre in un bar al mattino per colazione ci saranno almeno cento persone”.

“Avrei condiviso di più una misura che contemplava l’accesso al locale solo su prenotazione per non sovraffollare perchè limitando le aperture solo in determinati orari comunque ci sono locali che a pranzo registrano anche centocinquanta coperti. Noi abbiamo comunque delle scadenze da pagare tra cui la Siae la prossima settimana, l’affitto e l’imposta comunale sull’affissione: una settimana di stop ci danneggia”.

“Non capisco perchè alcuni locali sì e altri no. Se siamo in una situazione di emergenza si sarebbe dovuto chiudere tutto oppure lasciare ai singoli la possibilità di decidere se uscire o meno” conclude la titolare.

Lo stesso commento di tantissimi esercenti e operatori del gioco legale in merito alla misura del governatore Fontana.