Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto – tramite ordinanza il ricorso proposto da una società contro Ministero dell’Interno, Questura Enna, per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta).

Per il Cgars: “Difetta, nei limiti della delibazione propri della presente fase cautelare, il fumus boni iuris. Ad un primo e sommario esame appare plausibile la tesi secondo cui la licenza di P.S. per attività di gioco possa essere revocata non solo per abuso ma anche per la perdita dei requisiti soggettivi inizialmente previsti per il suo rilascio, così come appaiono scevre da palesi profili di abnormità le valutazioni svolte dall’Organo statale in relazione alla figura e alle attitudini del signor -OMISSIS-.

Dal contenuto dell’art. 11 T.U.L.P.S. è possibile individuare una generale ed ampia discrezionalità che caratterizza il potere dell’Amministrazione in materia di rilascio e revoca delle autorizzazioni e delle licenze di pubblica sicurezza che, ad un primo esame, rende il provvedimento impugnato scevro dai lamentati vizi.

Le spese della presente fase cautelare possono essere compensate tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, respinge l’appello”.