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Il Casinò di Venezia dovrà pagare al Comune 28,615 milioni di euro. Lo ha stabilito la Corte dei Conti. Una somma che potrebbe risultare fatale per le casse della casa da gioco. Come scrive Roberta De Rossi su La Nuova Venezia di oggi, la Corte ha bocciato il bilancio 2012 della società, quando l’azienda non versò a Ca’ Farsetti i 28,615 milioni d’incasso dei mesi di luglio, agosto e settembre: un accordo tra le parti per permettere al casinò di continuare a operare in tempi di crisi.

La Procura ha però contestato l’intesa, sottolineando come non sia mai stata ratificata dalla giunta o dal Consiglio comunale e ricordando che il casinò è un «soggetto concessionario della riscossione di imposte, tributi e canoni di pertinenza del Comune». Il collegio ha accolto tale tesi, sostenendo che «il Comune è l’unico titolare delle entrate derivanti dalla gestione della casa da gioco», comprese mance e biglietti d’ingresso, perché a lui è intestata l’autorizzazione al gioco d’azzardo rilasciata dal ministero dell’Interno.

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