Criticità nei bilanci 2013, 2014 e 2015 della società Casinò de la Vallée spa per quanto riguarda la valutazione contabile delle imposte anticipate ma nessuna irregolarità sulle valutazioni degli immobili di proprietà né in merito alle consulenze affidate – per 3 milioni e 488 mila euro secondo gli inquirenti – dall’ex amministratore unico della Casa da gioco.

E’ quanto emerso oggi, in sintesi, dalla perizia svolta in udienza al tribunale di Aosta con incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta per concorso in bancarotta fraudolenta in relazione al reato di false comunicazioni sociali.

Lo stato di insolvenza del Casino di St-Vincent – riporta l’Ansa – si è manifestato nel 2017; ora spetterà alla procura decidere come proseguire l’inchiesta. Il fascicolo è affidato al pm Luca Ceccanti. La perizia, chiesta dalla procura, ha valutato i bilanci della Casinò de la Vallée dal 2011 al 2017. Il gip Giuseppe Colazingari l’aveva affidata nel novembre 2019 ai professori Enrico Laghi (ordinario di Economia aziendale alla Sapienza di Roma), Vittorio Dell’Atti (direttore del dipartimento di studi aziendali e giusprivatistici dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro) e Michele di Marcantonio (professore associato di Economia aziendale nello stesso ateneo barese).

“Ad avviso mio e dei nostri consulenti di parte i bilanci esaminati dai periti non avevano idoneità ingannatoria. Quindi non sussisterebbe il reato ipotizzato” afferma l’avvocato Maria Chiara Marchetti, difensore dell’ex amministratore unico della Casa da gioco, in merito all’udienza di oggi.

“Così come – aggiunge il legale – non ci sarebbe alcun nesso causale tra l’appostazione delle imposte anticipate, le asserite irregolarità dei bilanci, perché alla fine anche i periti hanno parlato di mere irregolarità, e il dissesto del Casinò. Quindi anche questo esclude alla radice il reato ipotizzato di bancarotta”.

In questo senso “secondo me le conclusioni dei periti sono chiare nell’evidenziare che non esiste la responsabilità di alcuno degli indagati in questo procedimento”. “Oggi abbiamo sentito i periti e sono fiducioso su un esito positivo per il mio cliente”, dichiara l’avvocato Corrado Bellora, difensore dell’ex membro del collegio sindacale del Casinò di Saint-Vincent.