Diventa definitiva l’assoluzione di Augusto Rollandin nel procedimento che lo vedeva imputato per abuso d’ufficio continuato e aggravato in relazione alle lettere ‘di patronage’ che nella primavera del 2014, da presidente della Regione, inviò a tre banche allora creditrici per 19 milioni di euro della Casinò de la Vallée spa. La procura generale di Torino infatti ha comunicato la propria rinuncia all’impugnazione: i giudici di secondo grado (ancor prima dell’avvio dell’udienza del 3 dicembre, che ora non si terrà più) hanno quindi reso esecutiva la sentenza con cui il gup di Aosta Davide Paladino, il 23 luglio 2019, aveva assolto Rollandin, difeso dall’avvocato Giorgio Piazzese del foro di Torino, “perché il fatto non sussiste”. Lo riporta l’Ansa.

Secondo il giudice a quelle missive spedite a tre istituti all’epoca creditori della casa da gioco (Bccv per 4 milioni, Passadore per 5 mln, Popolare di Sondrio per 10 mln) “non può annettersi l’effetto di trasferimento del rischio delle operazioni dalle banche erogatrici” alla Regione. Per la procura di Aosta, che aveva impugnato la sentenza, quelle lettere hanno invece “una natura vincolante” e Rollandin non poteva farsi garante della casa da gioco per conto della Regione in assenza di provvedimento della giunta o del Consiglio Valle: con quelle missive l’allora presidente della giunta aveva provocato “un ingiusto vantaggio patrimoniale” alla Casinò de la Vallée spa e “un danno patrimoniale” alla Regione, “consistito nell’assunzione di una garanzia complessiva di 19 milioni di euro”.