Con l’emergenza Coronavirus molte famiglie italiane si sono trovate ad affrontare gravi problemi di liquidità. Ecco perché il governo ha stanziato 400 milioni di euro indirizzati a tutti i comuni italiani, da destinare alla distribuzione di buoni alimentari per la popolazione bisognosa.

Ogni Comune deve stabilire i criteri per l’assegnazione dei buoni, i metodi per candidarsi, e come distribuirli. Molti di questi hanno già pubblicato l’avviso pubblico per la concessione di buoni spesa, e poi contestualmente mettono a disposizione sul proprio sito il modulo di richiesta.

E’ interessante rilevare come in moltissimi casi nella delibera approvata si faccia esplicito divieto di utilizzare i buoni per l’acquisto di giochi, lotterie e scommesse. Per quali scommesse dovrebbero essere utilizzare quelle somme dal momento che tutte le attività di gioco sono sospese? Alcune addirittura da settimane, come nel caso di sale giochi e scommesse.

Eccesso di zelo o semplicemente una svista?

Sono invece già stati rilevati casi di compravendita dei buoni. I beneficiari rivenderebbero i buoni, spesso non nominativi, a un prezzo inferiore in cambio di contanti. E’ quanto denunciano oggi alcuni sindaci puglesi.