Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) A Bolzano è ancora caos sulla regolamentazione di slot e sale da gioco. Soltanto ieri, a Roma, il Consiglio di Stato ne ha concesse la bellezza di sette a favore di altrettante sale giochi di Bolzano, Bressanone e Merano che potranno rimanere aperte almeno altri due mesi, fino alla sentenza di merito.Scontata la reazione di uno dei cinque gestori promotori del ricorso, Michele Galasso, che dalle pagine della stampa locale dichiara: «Cosa è riuscita a fare, fino ad ora, la Provincia? Ha spostato le macchinette verso la periferia, la zona industriale, ma il loro numero è ancora molto elevato».

Nelle ordinanze Palazzo Spada ha fissato l’udienza di merito al 25 maggio, “vista l’ordinanza di questa sezione n. 609 del 2017, con la quale è stata accolta una istanza cautelare relativa a un ricorso simile”.

I gestori ora sperano che il Consiglio di Stato, entrando maggiormente nel merito di quanto a loro giudizio abbiano fatto i giudici amministrativi altoatesini, si augurano che Palazzo Spada faccia però propria la motivazione dell’ultima sentenza del Tar di Bolzano che ha dato ragione ai gestori della sala giochi cinese di via Roma, sentenza che da pochi giorni la Provincia ha deciso di impugnare. «Finora – spiega Galasso – a parte un paio di sospensive concesse inizialmente, poi il Tar le aveva rigettate tutte. Quella sentenza invece ci fa ben sperare».

Si rimarrà aperti? «Dal punto di vista oggettivo abbiamo molte carte a nostro vantaggio. Ma al di là della questione giuridica, un dato di fatto è sicuro: la Provincia ha fallito. Se si volevano far sparire le macchinette lo si doveva fare dappertutto. Invece le hanno lasciate nei tabacchini e i giornalai si fregano le mani. E sono i primi a denunciare i baristi che tentano di rientrare nel giro installando macchinette dove non si può. Lo fanno perché temono introiti minori». Comunque sia, « le sale giochi ci sono ancora, si stanno solo spostando in periferia. Il giornale ne ha contate 395 in 16 sale, ma in realtà sono anche di più. La sala Bingo di via Resia ne ha altre, circa fra 40 e 50, in via Marie Curie ce n’è un’altra ventina. La Provincia forse pensa che i giocatori si fermino perché devono prendere la bici lo scooter o la macchina per andare ai Piani o in Zona?»

Commenta su Facebook