Si è concluso con quattro condanne e tre assoluzioni, decise dal tribunale di Napoli, il processo per le bische clandestine gestite dal clan dei Casalesi. In particolare – si legge su ilmattino.it. – il giudice per l’udienza preliminare ha condannato al termine del rito abbreviato, su richiesta della Dda di Napoli, a cinque anni di carcere un imprenditore, collaboratore di giustizia, ritenuto vicino al capo dei Casalesi; è stato lo stesso collaboratore a parlare agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia delle bische gestite nel Comune casertano di Grazzanise dagli altri due imputati (condannati entrambi a quattro anni e quattro mesi), i cui proventi finivano nella casse del clan. Ha invece patteggiato un anno e dieci mesi un altro uomo coinvolto nella vicenda. Il Gup ha poi assolto due imputati accusati di estorsione e una donna che era accusata di ricettazione per aver percepito lo stipendio dal clan – tremila euro mensili fino al 2012 – per il marito detenuto; per lei il giudice ha ritenuto che il fatto non costituisse reato.