Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto la domanda cautelare presentata da una sala bingo difesa dall’avvocato Cino Benelli di annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento (Prot.: 93729/RU) del 15 febbraio 2022, avente ad oggetto “Convenzione di concessione n. 212/T1/TL2/14/R in proroga. Riscontro istanza”, adottato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (“ADM”) – Direzione Giochi Ufficio Bingo.

Il Giudice – “Rilevata, in conformità a quanto già deciso recentemente in sede cautelare da questa Sezione in analoga controversia, l’opportunità che venga disposta la cd. sospensione impropria del presente giudizio, in attesa che si definisca la questione pregiudiziale, attualmente pendente presso la Corte di Giustizia UE, a seguito delle varie remissioni disposte dal Consiglio di Stato in merito, inter alias, alla compatibilità con il diritto eurounitario delle disposizioni normative che hanno autorizzato la cd. proroga tecnica delle concessioni del gioco del “bingo” (nelle more dell’espletamento delle procedure ad evidenza pubblica per i nuovi affidamenti) nonché stabilito il quantum debeatur del canone” – ha ritenuto che la controversia non poteva essere definita indipendentemente dalla risoluzione delle problematiche evocate dal Consiglio di Stato e rimesse all’attenzione della Corte di Giustizia UE.

Di conseguenza il Giudice ha ritenuto che “… la domanda cautelare sia meritevole di accoglimento, in attesa della definizione della questione pregiudiziale, nel senso di sospendere l’efficacia del gravato provvedimento di diniego e stabilire che la società ricorrente sia tenuta a versare il canone concessorio nella ridotta misura di euro 2.800,00 mensili, a condizione che, per la restante parte e fino a copertura dell’intero ammontare rideterminato dall’Amministrazione (euro 7.500,00 oltre l’ulteriore maggiorazione ex art.1, co.124, lett. a) L.n.197/2022), a garanzia degli interessi patrimoniali di quest’ultima, la ricorrente presti idonea fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata), scegliendo tra i maggiori istituti bancari o assicurativi, proporzionata alla differenza del canone concessorio non corrisposto per tutto il periodo del rapporto, entro il termine di 15 (quindici) giorni dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, con l’avvertenza che la mancata prestazione di tale garanzia comporterà l’automatica perdita di efficacia della disposta misura cautelare;

Resta inoltre inteso:

che è onere delle parti richiedere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 80, comma 1,c.p.a., la fissazione dell’udienza per la prosecuzione del giudizio entro il termine di legge applicabile nella fattispecie, stabilendone la decorrenza dalla data di pubblicazione del provvedimento della Corte di Giustizia che definisce il giudizio, anziché dalla “comunicazione dell’atto che fa venir meno la causa della sospensione” in quanto tale ultimo meccanismo, rimesso alla volontà delle parti, “non è compatibile con il principio di ragionevole durata del processo essendo suscettibile di provocare una quiescenza sine die del processo” (cfr., Adunanza Plenaria n. 28/2014); – che trova comunque applicazione la disciplina di recente introdotta dal legislatore al comma 3-bis dell’art. 80 c.p.a. [come modificato dall’art. 17, comma 7, lett. a), n.4, del d.l. n. 80/2021, conv. con mod. dalla legge n. 113/2021] secondo cui “in tutti i casi di sospensione e interruzione del giudizio il Presidente può disporre istruttoria per accertare la persistenza delle ragioni che le hanno determinate e l’udienza è fissata d’ufficio trascorsi tre mesi dalla cessazione di tali ragioni”; Valutati nondimeno sussistenti i presupposti per disporre la compensazione delle spese di giudizio della presente fase cautelare”.

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