L’analisi del Dipartimento delle Dipendenze dell’Usl 1 Dolomiti fa parte della relazione relativa al 2020, che contiene anche un’analisi delle attività svolte e delle criticità affrontate.

Secondo i responsabili del dipartimento a Belluno, la pandemia ha modificato le modalità di consumo di sostanze e i disturbi comportamentali (gioco d’azzardo in primis), «ma ha avuto un importante impatto anche a livello psicologico individuale (isolamento, inattività precarietà economica), famigliare (coabitazioni più o meno forzate e conflittuali) che sicuramente lasceranno il loro segno per parecchio tempo».

Nel caso dei disturbi da gioco d’azzardo, il Serd evidenzia una significativa diminuzione di nuovi utenti: sette contro i 29 del 2019. Un crollo da imputare al fatto che sale da gioco, bar e locali pubblici dove sono presenti le varie slot machine sono stati chiusi per la pandemia. Gran parte dei “malati da gioco” si è però riversata sull’online. «Un fenomeno, quest’ultimo, che inquieta di più, perché difficilmente quantificabile e intercettabile».

Per quanto riguarda il gioco d’azzardo – si legge sul Corriere delle Alpi – quest’anno il Dipartimento delle Dipendenze implementerà l’attività di sensibilizzazione sul tema. In azione sinergica con i sindacati, c’è anche il progetto di attivare degli sportelli di consulenza per situazioni di sovraindebitamento legate alla ludopatia, ma anche a una malagestione finanziaria, oltre a proseguire nelle attività di sensibilizzazione rivolte agli esercenti per promuovere lo “slot free” .