«Auspichiamo che l’amministrazione comunale impugni immediatamente la sentenza del Tar del Veneto e ricorra contro di essa, atteso che la Corte Costituzionale, chiamata più volte a pronunciarsi sulla materia, ha riconosciuto la competenza dei Comuni a regolamentare autonomamente ogni misura riguardante le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi leciti».

Questa la reazione del Coordinamento Slotmob Belluno alla notizia di ieri: la nuova sala slot della Veneggia grazie a una sentenza del Tar potrà continuare la sua attività.

«Ricordiamo inoltre all’amministrazione comunale di Belluno e a alle molte altre amministrazioni bellunesi che non si sono ancora dotate di regolamenti incisivi, che oltre alle distanze minime dai luoghi sensibili dei locali ove sono installati gli apparecchi, tra gli interventi normativi ammessi vi è la disciplina degli orari degli esercizi commerciali ove si esercita il gioco», aggiungono.

«La recente approvazione da parte del Comune di Sedico di un regolamento che definisce puntualmente le ristrette fasce orarie in cui è ammesso l’esercizio dell’azzardo sta ad esempio manifestando ciò che da tempo noi avevamo paventato: la migrazione dei giocatori nei territori comunali contermini. Questo fenomeno introduce ulteriori disparità e criticità e rende inefficace la singola, per quanto meritoria, azione regolatoria».

Il Coordinamento Slotmob ne è fortemente convinto: «Solo l’azione concertata delle amministrazioni dei territori più vasti, la Valbelluna, l’Alpago, l’Agordino, il Cadore e il Comelico, può essere una risposta coraggiosa ed efficace. Le amministrazioni bellunesi devono parlarsi e affrontare assieme, con le stesse regole, quella che è diventata ormai un’emergenza che non ha più bisogno di essere svelata».