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(Jamma) – La Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II e il Cartello “Insieme contro l’Azzardo” all’indomani del provvedimento di confisca nei confronti di un pregiudicato per circa 50 milioni di euro, impero costruito prevalentemente con la distribuzione delle slot machine su tutto il territorio nazionale, torna a sollecitare il Comune di Bari ad approvare il regolamento comunale per l’apertura e la gestione delle sale slot e scommesse.

“Il Comune di Bari ha una grande responsabilità istituzionale in campo nazionale per il ruolo di Presidente dell’Anci ricoperto dal Sindaco Antonio Decaro, sia da esempio virtuoso per gli altri comuni italiani dotandosi quanto prima di un Regolamento in materia di “Prevenzione e contrasto delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito” ha dichiarato Mons. Alberto D’Urso. “Il magnifico lavoro di confisca dei beni delle forze dell’ordine e della magistratura, che mette a segno un colpo al cuore al grande potere economico della criminalità organizzata, deve essere integrato e coadiuvato da un’opera di responsabilità, di prevenzione e formazione alla cultura della legalità che può attecchire nei territori, nelle scuole, nelle università, se vedesse la condivisione e la collaborazione di tutti gli organi istituzionali nazionali e locali”.

“La Consulta nazionale Antiusura a dicembre scorso ha presentato una proposta di Regolamento del Comune di Bari in materia di “Prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo lecito”, redatta con la condivisione degli studenti dell’Istituto Tecnico Economico e Liceo Linguistico “Giulio Cesare” di Bari, i quali hanno preso parte al attivamente alla stesura del documento. Confido nel Sindaco Antonio Decaro e nell’assessore Paola Romano – ha dichiarato l’avv. Attilio Simeone – affinché sia il punto di partenza per gli organi deliberanti del consiglio comunale. Si tratta di una proposta che incardina le aspettative dei giovani e le speranze della cittadinanza che hanno visto distrutte famiglie, figli e amici dall’azzardo. Le amministrazioni locali sono chiamate a fare il loro dovere poiché sono l’ultimo baluardo nella tutela della persona. I 96 miliardi di azzardo consumati dagli italiani nel 2016 non riguardano solo chi gioca, ma anche chi non ha mai giocato. Il proliferare di macchinette sui territori, che ingrossano il patrimonio della malavita, è anche la conseguenza di una normativa assente, carente e disorganica”.

 

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