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(Jamma) Che gli italiani giochino, si sa, ma quanto ne sappiamo davvero è una domanda a cui può rispondere solo una delle indigini condotte dall‘Istituto Superiore di Sanità e pubblicata in una monografia ‘Disturbo sul gioco d’azzardo: risultati di un progetto sperimentale’. Nella ricerca in questione , condotta nel periodo dall’11 dicembre 2015 al 29 febbraio 2016 intervistando 3.000 italiani dai 15 anni in su, oltre alle domande relative alla caratterizzazione socio-anagrafica, sono stati posti sei quesiti riguardanti la pratica dei giochi e le problematiche connesse al gioco eccessivo. Una prima domanda è stata posta allo scopo di conoscere quale fosse per la popolazione d’intervistati la definizione migliore di gioco d’azzardo . Se il 57% del campione riconosce la casualità della vincita o perdita di denaro quale caratteristica specifica del gioco d’azzardo, un 8% circa attribuisce l’esito del gioco ad una qualche abilità del giocatore.

Conoscenza dei principali giochi d’azzardo

Agli intervistati è stata mostrata una lista di giochi ed è stato chiesto quali potessero essere definiti giochi d’azzardo o meno. In assoluto il poker è stato il gioco più citato (81%), seguito dalle Vlt (apparecchi nei bar) (79%), Giochi online, casinò, scommesse ippiche e circa il 67% il Bingo. Il dato interessante è che più della metà degli intervistati non ritiene che i Gratta e Vinci (56%), il Lotto (54%), il Win for life (51%) rientrino nella categoria gioco d’azzardo.

Gli uomini riconoscono meno delle donne i giochi d’azzardo; differenze di genere interessanti sono osservabili sul Bingo (52% vs 55,6%), il Lotto e Superenalotto (41,1% vs 44,6%), il Totocalcio Totip, Totogol, Corsa Tris, ecc. (39,9 vs 42,7%) e i Gratta e Vinci (39,8% vs 42,7%).

I giochi praticati nell’ultimo anno

Si è quindi chiesto quali fossero stati i giochi praticati nel corso degli ultimi 12 mesi dall’intervista. La quota dei giocatori, intesa come chi ha praticato almeno un gioco nell’ultimo anno, è pari al 49,7%. Il 30,7 percento degli intervistati ha detto di aver giocato al Gratta e vinci, il 14,5 al Lotto, il 3,2% al Bingo e solo l’1,2 percento alle slot. I giochi online sembrano interessare appena lo 0,8% degli italiani. Gli uomini giocano generalmente più delle donne, il 31,9% contro il 29,7% al Gratta e vinci e il 3,/ % contro il 2,7% al Bingo.

I giovani tra i 15 e i 24 anni hanno impegnato denaro nelle scommesse sportive (11,9%), hanno giocato a carte (scopa, briscola, tresette, ecc. escludendo il poker) a soldi (11,1%) e alle VLT nei bar e nei locali (2,6%) più frequentemente rispetto alle altre fasce d’età.

Il gioco che caratterizza maggiormente la classe d’età 25-44 e 45-64 anni è il Gratta e Vinci (38,5% vs33,2%), seguito dal Lotto e Superenalotto (rispettivamente 14,3% e 17,9%), quest’ultimo è praticato anche nella fascia d’età 65 e oltre (16,1%). Il gioco d’azzardo online è praticato soprattutto nelle fasce d’età 15-24 e 25-44 anni (rispettivamente 1,1% e 1,2%).

Differenze interessanti riguardano Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, Bingo di sala e Win for Life che sono praticati soprattutto dalle fasce d’età centrali. Per quanto riguarda le slot e le Vlt la fascia d’età più attiva è quella tra i 15 e i 24 anni (2,6%) mentre solo gli ultra sesasanticinquenni sono interessati a questa offerta.

Il gratta e vinci è sicuramente il gioco più praticato lungo tutta la penisola e se i giochi di carte e le scommesse sportive sono più praticati nel centro (rispettivamente 7,3% e 5,5%) e sud Italia (rispettivamente 8,4% e 6,4%), al nord si gioca di più al Lotto e Superenalotto (16,1%), a poker (5,7%), al Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, ecc. (5,1%) e al Bingo in sala (4,2%). Al Centro si gioco comunque più che al Sud ( 56,2% contro il 51,9%) e al Nord ( 46,4%).

Come si può limitare l’attività di gioco

Dall’indagine sembra chiaro alla maggioranza degli intervistati (~70%) che il disturbo da gioco d’azzardo è un problema sanitario e che ad aiutare le persone che ne sono affette debba essere personale sanitario qualificato. Tra i vari provvedimenti per limitare i problemi legati al gioco d’azzardo, quello considerato più indicato dagli intervistati è stato l’eliminazione delle slot machine da bar e locali pubblici, (51,8%) e il divieto di fare pubblicità (34,3%). L’analisi delle differenze di genere evidenzia che sia uomini che donne ritengono il provvedimento di togliere le slot machine dai bar e dai locali pubblici (54% donne e 50% uomini) il più indicato. Le donne esprimono, inoltre, la loro preferenza per provvedimenti quali: fornire maggiori informazioni sui danni del gioco d’azzardo (29% vs 25%) e permettere il gioco solo in spazi dedicati (15% vs 14%).

Provvedimenti ritenuti utili più dagli uomini che dalle donne sono: il divieto di fare pubblicità (35% vs 33%), le iniziative di prevenzione nelle scuole (31% vs 30%), la limitazione del tetto massimo delle giocate (30% vs 28%) e del numero delle sale giochi nel territorio o del numero di apparecchi per abitante (26,4% vs 26,7%), la riduzione della visibilità dei giochi su Internet (18,8% vs 17,3%) e l’obbligo di usare la tessera sanitaria per utilizzare le VLT (14% vs 13,3%). Le quattro fasce d’età considerate si sono trovate sostanzialmente d’accordo sui provvedimenti indicati per limitare i problemi legati alla dipendenza da gioco d’azzardo. I provvedimenti citati più frequentemente sono quelli di togliere le slot machine dai bar e dai locali pubblici e di vietare la pubblicità al gioco d’azzardo. E’ interessante rilevare a questo proposito che le soluzioni prospettate dagli intervistati fanno riferimento alla riduzione di una tipologia di offerta, quella delle slot, che non sembra coinvolgere un grande numero di giocatori , e comunque di molto inferiore rispetto ad altri giochi. Questo potrebbe far pensare che la risposta potrebbe essere in qualche modo condizionata dalla campagna mediatica e dai continui interventi, sullo stesso tenore, di politici e opinion leader. Le attività di prevenzione nelle scuole sono ritenute un utile provvedimento soprattutto dagli abitanti del centro Italia (34,8%) e del meridione (30,3%). La limitazione del numero degli apparecchi da intrattenimento sul territorio trova d’accordo soprattutto il settentrione (27%) e il centro (28,9%), così come la limitazione del gioco in spazi dedicati (rispettivamente 17,3% e 16,2%). Limitare il tetto massimo delle giocate è un provvedimento che mette d’accordo soprattutto gli italiani del centro (32,6%) e del meridione (30,8%), così come fornire maggiori informazioni sui danni del gioco d’azzardo (rispettivamente 30% e 27,9%).

Perchè si gioca

Le difficoltà economiche da fronteggiare sono ritenute la motivazione principale da donne (36,2%) e da uomini (34%), a seguire il disagio sociale (femmine 32,6% vs maschi 31,3%). Le donne più degli uomini dichiarano che vivere un momento di particolare difficoltà possa essere un fattore scatenante (femmine 26,4% vs maschi 23,9%).Differenze interessanti si notano rispetto alla disponibilità di tempo che convince maggiormente chi abita al nord Italia (19,5%), alla possibilità di una vincita importante che è citata più frequentemente dal sud (23,8%) e dal centro (22,6%), alla disponibilità economica citata più spesso dal centro (19,6%) e dal sud (16,8%) rispetto al nord (14,5%), alla vicinanza delle sale da gioco da casa o dal luogo di lavoro che convince di più gli italiani del centro della penisola (16,2%) rispetto al nord (13,3%) e al sud (10,2%). La voglia di divertirsi è indicata come condizione favorente soprattutto al centro (12,8%) rispetto al nord (9,4%) e al sud (5%).

Le conclusioni

Secondo i ricercatori dell’ISS, Claudia Mortali, Adele Minutillo, Roberta Pacifici, Luisa Mastrobattista, sul fronte del grado d’informazione, l’indagine ha mostrato un livello diffusamente non elevato, con oltre il 40% degli intervistati che non coglie il “caso”, “l’aleatorietà”, come caratteristica principale dei giochi in denaro e con un quarto degli intervistati che ritiene l’”abilità” una competenza importante per giocare. I risultati dell’indagine indicano comunque la necessità di migliorare il livello di informazione della popolazione generale sul fenomeno del gioco d’azzardo e suggeriscono alcuni dei contenuti e dei messaggi che sarà necessario privilegiare nelle future campagne di sensibilizzazione e contrasto del fenomeno.

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