azzardo
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(Jamma) – Creare una rete, a partire dalle diverse esperienze e competenze e da un’unica offerta formativa, per far conoscere il problema della dipendenza da gioco e per prevenire la dipendenza attraverso azioni educative, di sensibilizzazione e di controllo amministrativo degli esercizi commerciali.

Queste, in sintesi, le proposte emerse nel corso del primo incontro “operativo” dell’Osservatorio diocesano permanente in contrasto al gioco d’azzardo, coordinato dalla Caritas diocesana, dopo la firma del protocollo d’intesa siglato tra la diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti ed i sindaci dei Comuni del territorio, svoltosi a Faicchio (BN) presso la Comunità Emmanuel.

Presenti, oltre ai sindaci, associazioni di categoria, i Ser.T. e l’Asl. “L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di creare un unico laboratorio dei saperi, tramite un’equipe di lavoro multidisciplinare, che consenta di istituire un gruppo di lavoro che faccia rete ed interazione tra i vari soggetti che lavoreranno all’attuazione di questo Protocollo d’intesa”. La volontà è quella di “realizzare un’unica proposta formativa ed informativa di sensibilizzazione per i docenti e per gli studenti di tutti gli Istituti superiori presenti nel territorio diocesano, nonché per gli operatori pastorali e parrocchiali”. La seconda idea è quella di creare un team di lavoro tra sindaci e avvocati al fine di studiare normative per “trovare proposte adeguate da inserire in un regolamento, da approvare in una delibera condivisa ed approvata da tutti i Consigli Comunali” dei comuni del territorio della diocesi e “avanzare una proposta politica a livello ministeriale”. “Al centro di tutto – prosegue la nota – le persone che soffrono di ludopatia. Nei percorsi da attivare, in collaborazione con i Ser.T e con le associazioni di categoria che già si occupano di questa dipendenza, si punterà a far emergere le potenzialità e i carismi di chi soffre di azzardopatia, attraverso l’accompagnamento alla persona con riabilitazione non solo medica, ma più umana per incidere così nella vita sociale del singolo individuo”.

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