Riportiamo la lettera che Giampaolo, impiegato in una sala Bingo, ha inviato al presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

 

Sig. Presidente Bonaccini,
siamo vicini ad un traguardo quello del 18 maggio. Ci arriviamo stremati ed esausti. Penso che anche Lei lo sarà visto la situazione e i protocolli da aggiustare e verificare per le riaperture. Essere arrivati fin qui, dopo due mesi così tremendi difficili da raccontare è come ritornare un pò a vivere, con le paure ancora addosso ma con in più la speranza. Si la speranza che le cose siano migliorate e che piano piano qualcosa ritorna a funzionare che la vita si è ripresa un po della sua voglia di essere.

Ecco io sono un lavoratore oramai non più giovane ho 63 anni ho una moglie e tre figli, potevo anticipare la pensione ma ho pensato di continuare a lavorare uno perchè siamo una famiglia numerosa e due perchè ancora mi piace il mio lavoro . Ho fatto tante cose nella vita anche l’imprenditore perciò so cosa significa fare impresa oggi e anche prima del virus e penso che oggi vedere arrivare questo piccolo traguardo abbia riempito di gioia fino alle lacrime tante aziende e tanti lavoratori che ritornano a vivere.
PURTROPPO IO E COME ME TANTI ALTRI LAVORATORI DEL MIO SETTORE NON TORNEREMO A VIVERE .
Il mio lavoro si svolge presso un centro Gaming Hall Bingo Gioco Scommesse che impegna circa 40 lavoratori .
Quello che più mi ha stupito in tutto questo è che il Governo ha dettato le linee guida per le riaperture imminenti o fatte più avanti di vari settori e nessun politico a nessun titolo ha fatto un accenno al settore Gaming Bingo SaleGioco, anzi ci sono stati duri attacchi da una certa parte politica, che visto il periodo e la situazione di tanti lavoratori si poteva anche fare a meno di fare.
Il gioco è una parte molto importante del gettito fiscale in Italia e occupa centinaia di migliaia di lavoratori, ed è tutto regolarizzato con leggi dello stato che anno dopo anno sono state varate.
Ho trovato questo lavoro in tarda età , ma mi ci sono buttato con tanta passione e ho trovato in questo lavoro tante brave persone che frequentano queste sale un pò per sfuggire alla noia dell’età e un pò anche per provare a credere che nella vita si possa avere anche un pò di fortuna ogni tanto, consapevoli che è un gioco .
Il gioco lecito è da anni sotto il mirino di questa politica per potere fronteggiare il giusto problema della Ludopatia. E chi più delle aziende e dei lavoratori stessi in queste aziende legittimate dallo stato hanno applicato regole e protocolli come nessun altro,per informare e contenere il problema.
Parliamo di illegale di malavita, sappiamo benissimo di quale grosso problema e di quale grosse risorse trova la malavita nel sommerso delle attività del gioco irregolare. Se le nostre aziende resteranno ancora chiuse sempre più alti saranno gli affari della malavita come è accaduto anche con l’usura.
Credo che bisogna dare una risposta subito a migliaia di aziende, di famiglie di lavoratori che non potranno tornare a vivere 18 maggio ma che hanno bisogno che qualcuno gli dia una speranza per potere tornare a vivere prima possibile.
Giampaolo Lughi