Prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico. È con questo obiettivo che l’Ambito distrettuale dell’Alto e Basso pavese, che conta 48 Comuni e circa 122mila abitanti, ha deciso di attivare, in collaborazione con la Casa del giovane, 9 Sportelli Gap. Apriranno la settimana prossima, con lo scopo di creare un argine a una piaga sociale che sta dilagando in modo preoccupante.

Simone Feder, psicologo della Casa del giovane ha detto: «Si vuole creare una rete territoriale per intercettare le situazioni a rischio. Il progetto è stato sostenuto da tutti i sindaci e intendiamo coinvolgere anche medici di base, farmacie, parrocchie. Perché i numeri si alzeranno vertiginosamente quando riapriranno le slot. La Regione in questi giorni ha stanziato oltre 8 milioni per azioni di contrasto».

«È un progetto importante, un nuovo servizio che darà una prima risposta a molte famiglie che vivono il disagio provocato dall’azzardo patologico – sottolinea Donatella Pumo, sindaca di Siziano e presidente dell’Ambito -. Lo sportello potrà offrire, attraverso l’aiuto di professionisti già in rete con i servizi sanitari, un primo sostegno» si legge su la Provincia Pavese.

Cinque i Comuni dell’Alto pavese che ospiteranno lo Sportello Gap: Casorate, Certosa, Siziano, Landriano, Cura. Quattro del Basso pavese: Villanterio Belgioioso, Corteolona e Chignolo. Previste due aperture mensili di due ore ciascuna. A rotazione sarà presente personale della Casa del Giovane che ha 10 posti sperimentali destinati a persone malate d’azzardo. «Gli operatori hanno le competenze per dare risposte mirate – spiega Feder -. Si tratta di uno sportello itinerante, in quanto, per motivi di privacy, ci si potrà recare anche fuori dal proprio Comune. Sarà poi possibile la presa in carico, prevedendo un percorso residenziale o diurno».

Dieci i residenti dell’Ambito seguiti dalla Casa del Giovane, 4 in trattamento residenziale, 6 ambulatoriale. «È un altro passo per far fronte ad un fenomeno in forte crescita – precisa Pumo -. Gli sportelli vogliono favorire un primo accesso spontaneo e una presa di coscienza da parte dei cittadini che combattono la dipendenza, nonché sensibilizzare gli altri a non sottovalutare i rischi. Tutti i Comuni si sono impegnati a collaborare per creare una rete solida con gli altri enti». Sono coinvolti, infatti, anche Ats ad Asst e alcune scuole.