Si è svolto il primo open hearing dedicato alla riforma dei concorsi pronostici sportivi di cui all’articolo 1, comma 634, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, con un focus sul Totocalcio: l’incontro con un’ampia platea di soggetti esterni all’Agenzia ha consentito di analizzare criticità e potenzialità di un gioco a premi caro non solo ai tifosi del calcio e divenuto oramai parte dell’immaginario collettivo.

Marcello Minenna (Direttore Adm): “Quello del Totocalcio è un gioco dalla lunga e importante tradizione, questo incontro è per noi molto importante. Questo tipo di gioco non comporta rischi di ludopatia. Ricordiamo che ha avuto un grande successo negli anni ’90, con il passare degli anni e l’arrivo di varie innovazioni ha poi subito delle criticità”.

Stefano Sbordoni (Utis): “L’Utis nasce con il Totocalcio. Noi abbiamo un progetto specifico ed elaborato che si basa su due modalità di eventi di cui uno a torneo e l’altra a sit and go. Si punta a recepire l’evoluzione del settore. Nel Nord Europa c’è stato l’abbinamento con attività sociali, questo dovrebbe essere il senso della rivisitazione del Totocalcio, se i temi sono quello sociale e quello sostanziale il primo non può cedere alla sostanza, servono meccanismi di attrazione per chi si affaccia a qualsiasi tipo di gioco, bisogna puntare su intrattenimento e familiarità”.

Emilio Zamparelli (Sts Fit): “Quando parliamo di giochi a totalizzatore è necessario individuare il target, che deve rivolgersi alla massa, ai montepremi. Dobbiamo essere molto attenti, si deve puntare ad un target ampio. Anche le categorie di vincita sono importanti, abbiamo pensato ad un jackpot, un gioco che in qualche modo riesca a crearlo. La rete vendita va ripensata. La formula deve partire dai segni universalmente riconosciuti, 1 X 2. Se andiamo oltre i segni e oltre i numeri andiamo in un campo diverso troppo specialistico”.

Gaetano Biallo (responsabile relaszioni istituzionali Sisal): “Come Sisal siamo molto affezionati a questo tipo di gioco”.

Diego Nepi Molineris di marketing e business di sport e salute srl, la società a cui andrà parte degli introiti: “Ci teniamo molto a far capire che il Totocalcio è un brand molto forte, con un target di età più grande, che ha percorso decenni di sogni. La comunicazione stessa del brand è importante. Attraverso la raccolta fondi questi si potranno reinvestire a livello sociale nel mondo dello sport. Questa potrebbe essere la grande scommessa”.

Maurizio Ughi (Obiettivo 2016): “Non è con la remunerazione del punto vendita che si riesce a reindirizzare il gioco, questo avviene con la qualità del prodotto, questo è un prodotto che dovrebbe tornare ad essere per le famiglie, da tutti comprabile, abbinabile ad un jackpot”.

Moreno Marasco (Logico): “Come ogni innovazione servirà un’attività di comunicazione, credo sia necessario cogliere questa opportunità per espandere l’esclusione di questo gioco e di tutti i giochi sportivi dal divieto di pubblicità”.