Si è svolto il 18 ottobre un importante open hearing organizzato dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli per informare sulle ultime modifiche e fornire agli operatori del gioco tutti i chiarimenti necessari in merito all’accordo integrativo riguardante i punti vendita ricarica. “L’esito di questo lavoro – ha spiegato Andrea Bizzarri, direttore dell’Ufficio Gioco a distanza dell’ADM – comporterà l’edizione di una determina da parte del direttore generale che sarà efficace dal primo gennaio 2023. Naturalmente non diventerà tutto subito obbligatorio, ma ci sarà una fase di rodaggio. Per quanto riguarda le misure di presidio, le modifiche che abbiamo ritenuto opportuno effettuare sono le seguenti: eliminare la voce ‘familiari’ del titolare del PVR (inclusi i conviventi, ndr) dal divieto di apertura dei conti di gioco; svolgimento dei controlli e trasmissione dei report con cadenza trimestrale (non mensile); nei PVR è consentito esporre un cartello che ne identifichi la natura. Questi, invece, i chiarimenti: gli ip statici richiesti sono quelli attivati presso i pvr (non quelli utilizzati dai giocatori); le anomalie da individuare nel corso dei controlli sono rappresentate dai dati o dalle situazioni che a ciascun concessionario risultano difformi rispetto alla normalità. Noi vogliamo avere un accordo di collaborazione con questi punti vendita ricarica per evitare criticità. Modifiche e chiarimenti – ha evidenziato Bizzarri – saranno inseriti nella determina direttoriale, avranno quindi una valenza diversa rispetto alla circolare, che sarà comunque in vigore fino alla piena efficacia del provvedimento del 1° gennaio”.

Alla domanda su quale sia l’obbligo del concessionario per assicurarsi che i dipendenti dell’esercizio non siano titolari di un conto di gioco, il direttore dell’Ufficio Gioco a distanza dell’ADM ha risposto spiegando che “si tratta di realizzare un rapporto commerciale con il PVR che abbia una base chiara, si può inserire una clausola vessatoria secondo la quale il dipendente non può essere titolare di un conto di gioco”.

“Il PVR – ha detto ancora Bizzarri – è un esercizio commerciale presso il quale si svolge una determinata attività, lo svolgimento deve essere reso noto con un’indicazione ai clienti. Nel caso di un’agenzia di scommesse questa deve rispettare quanto previsto dalla normativa che la riguarda, ma ovviamente può svolgere anche attività di PVR ed esporre la cartellonistica prevista. In merito agli ip statici, sicuramente parliamo di una modalità di collegamento che non è ordinaria o largamente diffusa, ma i concessionari che hanno sottoscritto l’accordo hanno fatto questo tipo di scelta, si sono attivati con dei provider e hanno trovato una modalità di organizzazione di questo servizio attivando ip statici (non ip pubblici, ndr) negli esercizi commerciali. La misura è quindi assolutamente realizzabile”.

E’ quindi intervenuto Marco Castaldo (As.Tro): “La nostra posizione è favorevole, non abbiamo riserve se la determina direttoriale prevederà una rimodulazione nel tempo, riteniamo infatti che alcuni dei presidi possano essere implementati subito e altri necessitino di ulteriori valutazioni. Tra i punti non attuabili immediatamente crediamo ci sia proprio l’ip statico, più che altro perchè questo impone un’onerosità al sistema dei PVR a cui non corrispondono dei reali vantaggi in termini di controllo. Su tale aspetto faremo quindi ulteriori valutazioni. In generale ci sono molti punti attuabili che però richiedono altri chiarimenti”.

“La nostra intenzione – ha ribadito Bizzarri – è superare ogni apparente criticità dal punto di vista interpretativo, siamo disponibili al confronto nel caso in cui emergano ulteriori aspetti necessari di chiarimenti. Serve collaborazione, noi non vogliamo imporre misure, riteniamo però sia necessario trovare una linea comune per governare questo fenomeno con maggiore chiarezza. Ovviamente non vogliamo neanche cancellare i PVR, la nostra volontà è quella di ricondurli nell’ambito di una disciplina che consenta di far svolgere loro quella funzione di commercializzazione per cui sono stati pensati. L’importante è che l’Agenzia abbia, tramite la collaborazione con i concessionari, il governo di questo fenomeno. Pur non rientrando nei parametri della convenzione, parliamo infatti di uno strumento che per dimensioni necessita di un intervento chiarificatore”.

Maurizio Ughi (Agisco) ha quindi chiesto se nel PVR sarà consentito ritirare somme dal conto di gioco. “Questo – ha chiarito Bizzarri – è un tema su cui l’Agenzia sta ancora riflettendo, forniremo un’indicazione chiara prima dell’adozione della determina. Sul territorio ci sono apparecchi automatici e meccanici che consentono questo tipo di operazione, ma si rischia di snaturare la funzione stessa dell’esercizio commerciale. Serve fare una riflessione, questo è l’unico profilo su cui stiamo ancora ragionando”.

In seguito il direttore dell’Ufficio Controlli Giochi dell’ADM, Luca Turchi, ha evidenziato che “l’attività dei controlli verrà standardizzata sulla base di quelle che saranno le decisioni prese dall’amministrazione a valle di tutti gli open hearing e di tutte le segnalazioni che arriveranno sulla materia. Possiamo rilasciare un vademecum sull’attività di controllo che deve però essere interno all’amministrazione e non necessariamente verrà messo a conoscenza degli operatori di gioco. I nostri funzionari si atterranno a quel vademecum. Sulle attività di controllo fatte da soggetti al di fuori dell’amministrazione non posso esprimermi, ci sono valutazioni fatte dalle forze di polizia. Sicuramente le attività di controllo non possono essere standardizzate al 100%, questo perchè le situazioni che le forze di polizia e il nostro personale si trovano ad affrontare possono essere differenti. Di sicuro i nostri funzionari sapranno quale è la cornice entro la quale andare ad operare. Lo scopo di questo open hearing e della preziosa attività fatta dall’Ufficio Gioco a distanza è quello di inquadrare una volta per tutte questa fenomenologia e specificare bene cosa possono fare i PVR, il tutto in una cornice normativa che al momento differenzia in maniera netta e puntuale il canale fisico e quello telematico. Prima di fissare i canoni dei controlli è opportuno fissare i canoni di cosa si può e cosa non si può fare nei PVR, a quel punto prepareremo le linee guida che invieremo ai nostri funzionari”.

In conclusione ha preso di nuovo parola il direttore dell’Ufficio Gioco a distanza, Andrea Bizzarri, che ha spiegato: “Non stiamo regolamentando un profilo nuovo, siamo qui per analizzare quello che già c’è e per eliminare fraintendimenti. I PVR esistono da anni, ciò che possono fare non lo stabiliamo noi oggi. Il nostro compito è fornire chiarimenti per riuscire, d’accordo con i concessionari, a governare al meglio questo genere di attività”.

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