A testa alta Ivan, gestore di una piccola sala giochi senza vincita in denaro, racconta la sua storia, rendendo pubbliche tutte le sue preoccupazioni per il futuro del suo lavoro.

“Sono il gestore di una piccola sala giochi per giochi di intrattenimento senza vincite in denaro, in località Aprica (SO), Valtellina, con annesso servizio bar come seconda attività correlata. Sono con questa mia a rendere noto e lamentare la situazione in cui sto vivendo. In questo momento non vedo nessun futuro a breve, ma neppure a medio termine per la ripresa della mia attività. Nella mia sala sono attivi ben 30 giochi (e non solo, anche 5 carambole, 2 calcetti e una piccola batteria di jumping) il cui costo per l’energia elettrica se accesi si aggira intorno ai 700,00 euro al mese. Mi chiedo se tale cifra sarà recuperabile con l’utilizzo della sala giochi ad entrate contingentate e con tutte le spese di sanificazione che dovrò affrontare. Sto andando avanti con soli 600,00 euro presi come lavoratore autonomo, con il quale devo mantenere una famiglia, pagare la quota interessi del mutuo della casa e della sala giochi, nonché pensare all’acquisto di sanificatore, plexiglass e quant’altro mi serva per un’ipotetica possibile riapertura. Nel contempo l’attività chiusa matura spese fisse dell’Enel per gli alti kilowatt impegnati. Aprica è una località turistica ed il lavoro è stagionale. Quest’anno abbiamo perso gli incassi del periodo di Carnevale, del periodo di Pasqua, e di tutti i fine settimana di neve o di bel tempo e quindi più della metà della stagione sciistica invernale. Dovrò pagare l’Isi e l’Iva annuale sui giochi, che si aggira intorno ai 10.000 euro annui per dei giochi che non ho tenuto in funzione da fine febbraio, e non so neppure fino a quanto dovrò tenere spenti! So che chi lavora solo 6 mesi l’anno, ma purché siano essi continuativi, ha la possibilità di pagare la metà di queste imposte, il Governo dovrebbe dare l’ok al Monopolio per questa possibilità anche se finora i giochi lì ho tenuti in funzione un mese e mezzo e non so quando potrò riaccenderli, sicuramente ormai saranno accesi per meno di sei mesi. Noi lavoriamo con i turisti nei mesi da dicembre a maggio e da fine giugno ai primi di settembre. Se mi daranno l’ok di aprire ipoteticamente a settembre, io avrò perso tutti gli incassi dell’anno. Un aiuto dello Stato, anche a fondo perduto, come dicono del 15-25% sulla perdita avuta paragonando un solo mese, non mi aiuterebbe a ripianare le perdite che ho subito, né a pagarmi le spese neppure durante un mese. Bisogna poi sempre tenere in considerazione il mese di riferimento per le località turistiche, se considerano un ipotetico maggio, io ero chiuso, pertanto di perdite non ne ho avute, bisogna vedere quando cadeva il Carnevale o la Pasqua. Quello che incassavo fino a marzo andava per pagare l’Isi e l’Iva e il mio guadagno arrivava solo nel mese di agosto. Servono sostegni concreti subito, così non vedo futuro a breve”.

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