A testa alta Cosimo, titolare di un’agenzia di scommesse Goldbet a Monopoli (BA), racconta la sua storia.

“Mi presento, sono Cosimo, titolare di un’agenzia Goldbet a Monopoli (BA). Vi scrivo per raccontare anch’io la mia storia come lavoratore nel mondo del gioco legale per far capire sia a questi politici, sia a tutte quelle persone che ci giudicano male seguendo gli stereotipi comuni, che si sbagliano sul nostro conto. Lavoro in questo mondo ormai già da ben 9 anni. Ho dovuto reinventare la mia vita, prima facevo il cameriere ma a causa di gravi problemi e interventi al cuore ho dovuto rinunciare al mio lavoro e fare altro, non avevo nulla da parte ma dovevo ricominciare e avevo solo 24 anni. Dopo un anno dove ho fatto il benzinaio grazie ad un mio amico già titolare di centro scommesse ho aperto la mia prima agenzia a Castellana Grotte (BA). Ho sempre lavorato con Goldbet ma posso assicurarvi che non è mai stato facile! Inizialmente i problemi erano dovuti al fatto che Goldbet era una società con sede straniera. Per le leggi europee eravamo in piena regola ma per le leggi italiane non versando tutte le tasse qui in Italia eravamo visti come banditi. Subivamo veri abusi. Venivano e ci sequestravano tutto. A volte chiudendoci anche per alcuni periodi fino a che con le leggi europee ci davano ragione ridandoci tutto. Ho pregato affinché tutto questo un giorno finisse. Dopo un po’ di tempo finalmente Goldbet diventa italiana! Ora voi direte i problemi finalmente sono finiti. Abbiamo una regolare licenza. Paghiamo qui tutte le tasse. Cosa può succedere ora? Non avevamo fatto i conti con i nostri politici. Nonostante il fatto che con tutte le alte tassazioni che abbiamo finanziano la maggior parte delle entrate dello Stato, abbiamo avuto i cari politici che per tirare dalla loro parte la gente hanno cominciato ad usare un tema sensibile come il gioco d’azzardo facendoci la guerra prima con una teoria assurda come quella del distanziometro (come se una persona, oggi come oggi che si gioca anche da casa, oltre i 500 metri non si sposta per giocare mentre al di sotto si) che per fortuna abbiamo superato e oggi invece evitando di farci riaprire o lasciandoci come ultimi senza date concrete nonostante siamo stati i primi a chiudere! Insomma sempre calpestati, dimenticando che cosi fanno un danno non solo a noi che dobbiamo come tutti portare il pane a casa ma anche alle famiglie che dipendono dalle nostre agenzie avendo tutti noi diversi operai! Un’ultima cosa voglio dirla a tutta quella gente che ci punta il dito incolpandoci di essere le causa della distruzione delle persone ludopatiche rovinate dal gioco. Prima di giudicarci venite nelle nostre agenzie e rendetevi conto del lavoro che facciamo. I nostri nella maggior parte dei casi sono locali dove la gente si ritrova per momenti di spensieratezza. Noi per molte persone, al contrario di quello che si pensa, possiamo essere un aiuto, in particolare per il cliente che ha problemi con il gioco indirizzandolo al Sert nel momento in cui lo vediamo andare oltre, così come ci viene insegnato nei corsi che frequentiamo sulla ludopatia. Un ludopatico poi anche se non ci fossimo può oggi cone oggi registrarsi da casa con il cellulare a qualsiasi sito caricando con carta senza freni e senza nessuno che lo aiuti. Siamo davvero noi dunque il problema? Chiudo invitandovi ad una riflessione, ve la prendete con i centri scommesse dove una persona può venire, giocare una schedina da 2€ e vederla durare come minimo un’ora e mezza che è la durata minima di una partita, fino addirittura a giorni se va avanti prendendo le prime partite. Per molti, soprattutto gli anziani che frequentano le nostre agenzie, è un passatempo. Poi ci sono ad esempio i tabacchi. Voi lì nn dite nulla. Dalla prima mattina ci sono uomini e donne che tra slot, Gratta e Vinci, Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto, giocano con molti di questi giochi, che sono istantanei, durano pochi minuti con la gente che davvero spende e lascia patrimoni visto che senza accorgersene un giro dopo l’altro in poco tempo ti svuotano le tasche. Chiedo ancora, siamo davvero noi il problema?”.

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