A testa alta Francesco, dipendente in agenzia di scommesse, chiede al governo di non dimenticare il settore.

“Sono Francesco, lavoravo come dipendente in una agenzia di scommesse da 37 anni, ho tre figli, studenti e tutte le spese connesse, oltre alle spese di mantenimento, casa, alimentari, auto, tasse, bollette, utenze da pagare e tutto il resto. Si è fermato il lavoro per questo virus, ma gli obblighi di pagamento no. Chiedo al governo di non lasciarci nel dimenticatoio, anche il nostro indotto offre lavoro a migliaia di famiglie che pagano le tasse come tutti. La cassa integrazione arrivata in notevole ritardo con importo molto ridotto ha costretto a vivere con difficoltà innumerevoli nuclei famigliari. Che il governo si ricordi anche di noi, come ha fatto per altri giochi”.

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