A testa alta Giovanni, lavoratore nel settore del gioco, ricorda quanto sia sbagliato in questo momento fare distinzione tra diverse categorie di lavoratori.

“In un momento così delicato ho messo il mio lavoro (che ho sempre svolto a testa alta) in secondo piano. Sono vicino ad ogni lavoratore di ogni settore e spero che le persone che ci augurano la chiusura possano ravvedersi, considerando che anche noi amiamo e svolgiamo il nostro lavoro dignitosamente, perché questo virus ha toccato tutti, non ha fatto scelte di categorie. Le nostre sale rappresentano anche un luogo di incontro in cui potere confrontarsi e discutere di calcio e non solo”.

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