A testa alta Alessio, dipendente nel settore giochi, sfoga la sua frustrazione per la discriminazione che subisce il comparto.

“Lavoro nel settore da qualche anno, ho lavorato per diverse aziende di settori diversi, e non capisco perché i settori del tabacco, dell’alcol, delle armi soni più dignitosi di quello del gioco?
Il settore del lusso gioca sulle debolezze dei consumatori, ci ho lavorato e le strategie per incentivare all’acquisto sono molto più discutibili di quelle che seguo ora. Ma lo Stato deve occuparsi della morale? Deve dirmi cosa è giusto? È giusto che io debba aver paura che lo Stato possa decidere che il mio lavoro non è più legale? È giusto che un politico al Governo dica al Paese che se perdessi il lavoro sarebbe contento? Questo non è più un paese democratico”.

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