A testa alta Pietro, lavoratore nel settore del gioco, racconta la sua storia.

“Milito nel mondo del settore del gioco legale quando e’ diventato tale, e cioè dal lontano 2004. Prima di tale data eravamo sconosciuti allo Stato ed al Governo. Frequentai scuola e lavoro saltuario per dieci anni 94’-2004 e così riuscii ad avviarmi pian piano. Pieno di aspettative, prospettive e facendo forza su di me, sulla giovane età, pensando e ringraziando Dio di darmi salute e lavoro. Niente altro. Però col passare del tempo mi accorsi che il progresso e l’evoluzione facevano passi da gigante, passi talmente grandi quanto allettanti per un governo che poi decise di accentrare in se i pieni poteri del gioco pubblico legale. Da allora è stato un susseguirsi di tasse e politici di turno di qualsiasi parte che facevano a gara per prendere voti. Come se non bastasse fu inventata la ludopatia con tante task force e centri istituiti dal Governo per combattere lo stesso gioco che lo Stato aveva monopolizzato. Poi la gogna mediatica che si alimentava sempre più. E così da allora tra tasse, stipendio personale (4 operai nel mio piccolo), fitti, rate, mutuo, assicurazione, Inps e contributi vari ora sono qui a chiedermi quanto vale la pena continuare. Per chi, per cosa?

#andratuttobene… cosa andrà bene? Mah, come dice Salvini (Lega) “roba da matti”, che poi lui come altri M5S (Di Maio, Crimi) quando non è al governo ci vuole aiutare quando è al comando ci vuole tassare. Un giorno tutti dobbiamo rendere conto a qualcuno. Ricordatevi che vergogna è quando vai a rubare non quando lavori”.

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