A testa alta Fabio, imprenditore nel settore giochi, invita il comparto a non mollare e ad essere unito per poter ripartire anche dopo questa ennesima ‘tempesta’.

“Cari colleghi chi vi scrive vorrebbe condividere con voi un’idea di ripartenza. Quando riaprirò avrò gli stessi debiti che avevo circa 20 anni fa quando tutto è iniziato. Avrò la responsabilità e le preoccupazioni di 40 collaboratori, come e più di allora, 20 anni in più di marciapiede e 20 in meno di impavido entusiasmo, ma non riesco ad immaginare la mia vita senza il mio lavoro.

Quindi alziamoci, adattiamoci e ripartiamo come se una bomba avesse distrutto la nostra azienda, ma lasciato vivi noi. Combattere lo dobbiamo ai nostri collaboratori, ai nostri clienti ai nostri creditori anche se siamo l’unica forma di impresa che la politica disprezza non mi serve l’applauso del Crimi della situazione o l’elemosina di Conte per guardarmi allo specchio ed essere orgoglioso come uomo e come imprenditore.

Io a differenza loro ho costruito e vivo da sempre del mio lavoro. Non ricordo quando è stato l’ultimo Natale che non mi sia stato rovinato da una nuova tassa approvata nella finanziaria. Dopo furti, rapine, dipendenti infedeli (fortunatamente pochi), controlli induttivi dell’agenzia delle entrate, cambi di pay out ed imposte a cadenza annuale, tasse retroattive (Stabilità 2015) ci mancava il Coronavirus per bloccarci in cassa integrazione per più di 2 mesi. Ma malgrado tutto questo… io non mollo! La filiera dovrà essere più unita che mai per superare i problemi che si presenteranno nei prossimi mesi ma questo è. Abbiamo avuto una brutta Pasqua ma confido in un felice Natale. In bocca al lupo a tutti”.

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