A testa Aldo, titolare di un’agenzia di scommesse, si dice stufo delle continue discriminazioni che subisce il settore.

“Ho 34 anni, sono proprietario di una sala Eurobet a Fondi (LT) e da 2007 faccio questo lavoro. Vi posso assicurare che sono una persona normale come tutti voi, ho un mutuo da pagare, una bambina da far crescere e dipendenti da sfamare. Lo stato non ci ha mai aiutato, siamo stati sempre dimenticati. Tutte le attività riaprono con incentivi, di noi non ne parla nessuno, anzi l’unica volta che hanno nominato le agenzie di scommesse è stato per farci pagare gli stipendi multimilionari dei calciatori pagando lo 0.75% del fatturato, poi ridotto allo 0,30% per salvare lo sport.

Ogni anno lo Stato si inventa una tassa per noi e noi sempre zitti paghiamo, senza avere niente in cambio. Dal 2007 agenzie illegali aperte e mai chiuse, concorrenza sleale nei nostri confronti, lo Stato qui dov’è. Ultima cosa e chiudo, i media ci fanno passare per ladri che vendono ludopatia, ma secondo voi se io fatturo 100.000 euro e prendo un aggio intorno al 4/5% che poi viene ulteriormente tassato e lo Stato si prende il resto chi è il ladro che diffonde la ludopatia, noi o lo Stato? Perché prima ci legalizzano e poi ci discriminano? Perché siamo l’unica attività discriminata mentre un tabacchino che vende sigarette no?”.

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