A testa alta Lorenzo riafferma il suo diritto a fare il lavoro che ama.

“Mi chiamo Lorenzo,

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ho 29 anni e da circa 3 anni e mezzo sono presente nel settore dei giochi come socio di un’agenzia scommesse Betaland a Barletta.

Essendo un appassionato di sport l’ho sempre ritenuto un lavoro bellissimo ed è per questo che provo molta rabbia nel vedere come gli addetti al mio settore vengano spesso additati dalla popolazione come “rovina famiglie”, appoggiati dalle istituzioni.

Voglio ricordare a tutti coloro che insultano e denigrano il nostro lavoro che innanzitutto noi paghiamo regolarmente le TASSE, come le altre attività, lavorando circa dodici ore al giorno senza giorni festivi o pranzi domenicali in famiglia; inoltre nella mia sala scommesse sono nate amicizie sane grazie allo sport e spesso è frequentata da gente abbandonata dalle istituzioni che cerca riparo e conforto, senza usufruire mai, e ripeto mai, dei nostri servizi.

L’idea che tutte le agenzie scommesse siano un covo di delinquenti e ludopatici è vecchia ed umiliante per chi appartiene a questo settore.

Quindi di cosa dovrei vergognarmi?

Anche durante questa emergenza stiamo affrontando le stesse difficoltà delle altre attività: l’affitto da pagare, il costo delle utenze fisse, le paure dei dipendenti sul loro futuro, ma nessuno ci fornisce informazioni utili, nessuno menziona il nostro settore fra quelli in difficoltà. Non possiamo più aspettare e se ci vorrà ancora molto tempo sarò costretto a chiudere la mia attività ed a dire addio al mio piccolo sogno imprenditoriale, ma il mio sogno sembra valere meno di altri per questa società.

Stanco di essere etichettato come criminale”.

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