A testa alta Dragi, titolare di una nuova sala scommesse che non è ancora in attività, racconta la sua storia.

“Salve, la mia storia è piuttosto paradossale. Sono un ragazzo di 31 anni, residente nel bresciano. Dopo 14 anni da lavoratore dipendente ho deciso di buttarmi e di provare ad aprire una sala scommesse, così a novembre dell’anno scorso mi sono messo in moto e ho incominciato a sbrigare i vari passaggi, ho trovato il negozio, firmato il contratto con il concessionario del caso, fino ad arrivare alla prima settimana di marzo, quando sono andato in questura a richiedere la licenza di pubblica sicurezza. L’ultimo vero step importante prima di poter aprire. Ho fatto in tempo a fare la richiesta, qualche giorno dopo si è bloccato tutto a causa della pandemia, questura chiusa, rilascio di licenze bloccato fino alla fine dell’emergenza in corso. Normalmente nella mia città le licenze venivano rilasciate in 30 gg circa, sono 90 per ora i giorni che sto aspettando senza sapere se e quando riaprirà la questura e quando mi verrà rilasciata la licenza, non risponde nessuno. In tutto questo io sto pagando l’affitto del negozio (da ormai 5 mesi) e per lo Stato sono un fantasma, ho la società ma è inattiva dato che manca la licenza per diventare attiva, di conseguenza non ho diritto al bonus autonomi, non ho diritto al recupero del 60% sull’affitto sempre per lo stesso motivo. Non ho diritto a niente, sono nelle mani non so nemmeno di chi. Ho lavorato per 14 anni facendo sacrifici per poter avverare il sogno di avviare una mia attività, ora mi ritrovo qui con tutti i miei risparmi che sono finiti all’interno di questa attività, la liquidità sta finendo e non so quanto ancora riuscirò a far fronte agli affitti che verranno, rischio veramente di non aprire e di aver gettato tutta la fatica e il sudore del mio lavoro in niente se non riuscirò ad aprire. Nessuno mi sa dare risposte o possibili date. Scusate lo sfogo, vorrei solo lavorare”.

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