A testa alta Gianluca, operatore in una sala bingo, racconta la sua storia.

“Ho letto e apprezzato le lettere dei miei colleghi in questi giorni e volevo se possibile dire anche io la mia. Mi chiamo Gianluca e attualmente lavoro come operatore gaming hall presso una sala Bingo; in passato ho lavorato anche presso agenzie scommesse e ormai sono 12 anni che lavoro nel settore del gioco (d’azzardo come piace definirlo ai “politici”). Come tutti sono ormai due mesi che sono in cassa integrazione in attesa che venga accreditata e in queste settimane sono rimasto veramente basito da come il nostro settore venga visto (o meglio non visto considerando l’attenzione che ci stanno dimostrando) e trattato come se tutti noi fossimo persone senza scrupoli che lucrano sulle spalle dei nostri avventori. Le cose non stanno proprio così, noi tutti lavoriamo in maniera onesta, rispettando le leggi, accogliendo il cliente sempre col sorriso sulla bocca, cercando di far passare qualche ora lieta alle persone e soprattutto cercando noi per primi di prevenire, laddove possibile, comportamenti che possono tendere alla ludopatia; soprattutto posso dire che non ci arricchiamo di certo sulle spalle di nessuno come l’onorevole Crimi (M5S) ha sottolineato (al contrario forse di qualche altro settore). Quello che credo meritiamo di avere è, se non rispetto (che comunque credo sia dovuto a chiunque lavori) almeno un minimo di considerazione, di sapere con certezza o quantomeno chiarire cosa sarà del nostro futuro perchè dietro quelle postazioni, quelle divise ci sono persone che hanno una vita, una famiglia, dei figli, e lavorano per poter garantire un futuro alla loro vita, pagare affitti, mutui, rette scolastiche ecc. E’ giusto quindi che ora più che mai camminiamo a testa alta, sapendo di non fare del male a nessuno col nostro lavoro e facendo sentire il più possibile la nostra voce”.

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