A testa alta Marco, titolare di un punto scommesse Snai a Palermo, sottolinea la sua frustrazione per l’impossibilità di poter tornare a lavorare come è invece permesso ad altre attività.

“Riapriamo le nostre attività, non c’è la facciamo più a vedere le nostre saracinesche chiuse! Ogni giorno passo davanti il mio negozio, visto che abito nel portone accanto, e vedere quella saracinesca chiusa mi fa rabbia. Non capisco per quale motivo la nostra categoria deve essere trattata in modo diverso da un supermercato, da un panificio o persino da un tabacchi. Se si possono rispettare le norme di sicurezza in questi locali allora possiamo rispettarle anche all’interno dei nostri!”.

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