A testa alta Antonio, gestore di una sala scommesse, chiede di poter tornare a lavorare.

“Sono un gestore di sala scommesse Snai a Ginosa (TA), che dicono sia tutelata dallo Stato. Io direi il contrario visto che ho ricevute le licenze solo quattro giorni prima di chiudere l’8 marzo, dopo aver fatto il più grosso investimento della mia vita, con il ritiro della certificazione da parte di Adm il giorno 8 maggio, ancora in piena pandemia anche se calante. Oggi mi trovo ad affrontare una crisi economica non indifferente visto che dopo le tante parole e i tanti soldi che lo Stato ha elargito noi non abbiamo ricevuto neanche la miseria di 600 euro, dico che chi ci governa non sa cosa significa portare avanti una famiglia. Sono a dir poco disgustato da questi politici che ritengono il nostro lavoro legale su tutti i fronti come l’ultima ruota del paese. Io personalmente ho investito tutti i miei risparmi in questa agenzia e oggi mi trovo a fronteggiare una situazione di fallimento totale sia lavorativo che familiare con tre figli e una moglie senza poter più avere un reddito. A questo punto non so più cosa fare e cosa dare da mangiare alla famiglia e non so più come pagare le tasse che comunque arrivano incessantemente. Mi sento raggirato da parte dello Stato (Monopoli). A chi ci governa dico: datevi da fare e fate aprire tutte le attività con le precauzioni dovute così ogni cittadino si dovrà responsabilizzare. Vi prego aiutatemi”.

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