A testa alta Ersilia, moglie di un dipendente di sala bingo, esprime tutte le sue preoccupazioni: “Notti in solitudine per una moglie e dei figli piccoli, non c’è pranzo di Pasqua o di Natale in tranquillità per mio marito senza che sia obbligato ad alzarsi presto”

“Sono la moglie di un lavoratore di una sala bingo, preoccupato e angosciato perché il suo sacrificio e quello di mille altri come lui rischia di essere vano. Come lavoratore in questo settore non sa cosa sia un pranzo di Natale, un Capodanno, una Pasqua e un qualsiasi evento senza che sia obbligato ad alzarsi presto.

Notti in solitudine per una moglie e dei figli piccoli. Stanchezza e orari non consoni a molti altri, ma tutto pur di lavorare. La quarantena è stato un momento difficile, ma ancor di più lo è ora. Senza cassa integrazione e senza risposte da parte del governo, ci sentiamo inermi.

Il lavoro è dignità e sacrificio. Penso agli innumerevoli lavoratori come lui che in questo momento si sentono senza diritti e dignità. Alle lavoratrici (soprattutto madri) come lui che con forza e tanto stress fanno mille peripezie. Non lasciate che questi onesti e meritevoli lavoratori si debbano sentire denigrati e ahimé emarginati”.

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