A testa alta Luigi sfoga tutta la sua delusione per la scarsa considerazione che lo Stato ha per i lavoratori del settore del gioco pubblico.

“Buonasera, faccio parte di questo settore dal 2001, dando lavoro a tanti tra giovani e meno giovani, pagando prima 450mila euro per aggiudicarmi la concessione e poi lo Stato non contento ci ha fatto pagare prima 5000 euro al mese e poi essendo secondo loro poco, oggi paghiamo 7500 euro al mese signori, 90000 euro all’anno, più tasse e contributi per 14 mensilità per i nostri operatori. In questo momento di crisi mondiale ci rendiamo sempre più conto che per lo Stato noi invece siamo inferiori e più malavitosi di tanti ergastolani che oggi sono stati messi in libertà. Credetemi mi vergogno di essere italiano”.

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