A testa alta Simone, titolare di un’attività nel settore del gioco, scrive al senatore Endrizzi (M5S).

“Buongiorno sig. Giovanni Endrizzi (nella foto), sono un componente di una piccola impresa del gioco legale, insieme ai miei 2 soci nel lontano 2011 all età di 24 anni ci siamo buttati in questo settore. In questi 9 anni come tutte le piccole imprese abbiamo passato a livello economico momenti belli ed altri meno belli. Tengo a sottolineare 2 punti. Il nostro è un settore che può sembrare un lavoro privilegiato ma le assicuro che lavoriamo 360 giorni all’anno per 10 ore al giorno, non conosciamo sabati, domeniche ne tanto meno ponti festivi. Per prendere la licenza 88 Tulps (scommesse sportive) abbiamo dovuto superare controlli da parte della questura, la nostra attività è super controllata, riceviamo periodicamente controlli da parte di Finanza, Polizia e Monopoli. Ogni santo anno paghiamo le nostre benedette tasse e le assicuro che sono tante. Le paghiamo come le pagano altre attività, poi è sotto l’occhio di tutti che nel nostro settore come del resto in tantissimi altri ci sono i furbetti, quelli che rovinano lo Stato italiano non pagando le tasse e lavorano in nero. Ma è possibile che per colpa di alcuni devono essere tutti etichettati come malavitosi? Uso questo termine perchè dopo il suo ultimo intervento mi sono sentito trattare come un mafioso, uno che si alza la mattina per andare a rubare e non le nascondo che la notte ho fatto fatica a prendere sonno dal nervoso. É riuscito per un giorno a farmi quasi vergognare del mio lavoro. Io la farei parlare con i tantissimi clienti per fargli capire chi siamo noi esercenti. Persone normalissime, umane, che si svegliano la mattina per portare soldi a casa per sfamare le nostre famiglie. Tornando al discorso dell’illegalità io la invito a confrontarsi con qualcuno del settore perchè forse alcune cose non le sono molto chiare. Mettendo il bastone tra le ruote a noi legali non si fa altro che incentivare il gioco sul canale nero, i famosi paradisi fiscali citati da lei. Bloccando noi fate del bene a loro. Mentre noi ora siamo chiusi loro stanno lavorando alla grande portando i soldi fuori dall’Italia.

Per quanto riguarda la situazione Covid ora che siamo nella Fase 3 con pochissimi nuovi contagi non vedo il motivo per il quale noi non dobbiamo ancora aprire mentre bar, tabacchi (settori similari al nostro) sono ben avviati già da alcune settimane. Perchè scommesse no e gratta e vinci si? Possiamo anche noi mettere i locali in completa sicurezza. A 33 anni con un neonato di appena 5 mesi mi auguro che questo incubo finisca il prima possibile, che possiamo tornare a fare il nostro onesto lavoro e dare un futuro ai nostri figli. Guardi non siamo pochi in questo settore che vanta tantissimi lavoratori come ben saprà. La invito a mettersi una mano sulla coscienza e fare presente ai suoi colleghi dei disagi che stiamo vivendo. Magari avendo un confronto sano e rispettoso con noi. Le auguro buona giornata e soprattutto un buon lavoro perchè il lavoro è un diritto di tutti”.

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