A testa alta Adino, titolare di due agenzie di scommesse Planetwin365 in Calabria, ricorda allo Stato italiano quanto il settore, nonostante sia legale e totalmente controllato, venga continuamente discriminato.

“Mi chiamo Adino e sono titolare di due agenzie Planetwin365 in Calabria. L’emergenza ha mostrato a crudo che lo Stato italiano e la maggior parte delle banche ci considerano minori a tutti, ma noi: abbiamo una concessione terrestre regolare e nonostante qusto le banche ci hanno quasi sempre respinto perché ci considerano ricilatori; tanti di noi lavorano solo grazie alle Poste Italiane; siamo un luogo dove si socializza e dove la maggior parte della gente viene a vedere la partita della squadra del cuore la domenica giocando una schedina da 2 euro; amiamo il nostro lavoro e la maggior parte di noi lo ha scelto per passione; non roviniamo nessuno in quanto sapete bene che ognuno spende il proprio denaro come vuole da tempi immemori; paghiamo le tasse al 100%; non provochiamo il cancro come lo provocano le sigarette; non ci siamo arricchiti perché la maggior parte dei proventi va a finire in tasse.

Il gioco che avviene in sala viene monitorato in tempo reale da Sogei e pertanto paghiamo le tasse sul gioco fino all’ultimo centesimo; le Poste Italiane non hanno aderito al Cura Italia e pertanto nemmeno possiamo richiedere il finanziamento a tasso agevolato per pagare i nostri debiti di questi mesi di chiusura.

Perché allora lo stato ci considera tali? Ricorda Stato che devi essere tu ad imporre alle banche alcune regole, visto che abbiamo regolare concessione, ci dovresti far rispettare. Ricorda Stato, la gente vorrà sempre giocare e troverà il modo di farlo una volta che noi falliremo”.

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